Milano, 19 gen. (Adnkronos/Ign) - "Cerchiamo di dare l'esempio a prescindere dal tornaconto elettorale e ho fiducia che questa nostra posizione sia compresa sia in Sicilia che in Italia". Il segretario dei Pd, Pier Luigi Bersani, a Milano per aprire la campagna elettorale, commenta cosi' la decisione presa dal Comitato dei Garanti del partito di escludere dalla prossima tornata elettorale i tre esponenti del partito, Mirello Crisafulli, Antonio Papania e Nicola Caputo perche' inquisiti. "Spero che si cominci a capire che quello che diciamo facciamo - ha proseguito Bersani - e abbiamo regole molto, molto severe che applichiamo. Sia chiaro - ha tenuto a precisare - che restiamo garantisti e siamo per la presunzione di innocenza e che non stiamo parlando ne' di condannati ne' di colpevoli. Tuttavia, a questo punto, c'e' un bene da tutelare che e' la credibilita' della politica, finita sotto i piedi in questi anni". In merito ai propositi della Lega che, una volta alla guida della Regione Lombardia, ritiene sia possibile mantenere sul territorio il 75% delle tasse pagate dai lombardi, Bersani va giù duro: "Dalla destra solo propaganda. Hanno avuto 10 anni per governare e secondo loro diventa tutto possibile solo adesso. Lasciamo perdere, parliamo di cose serie". Commentando poi le ultime affermazioni di Banca d'Italia, il leader del Pd sottolinea che non si può rincorrere la recessione con una manovra dietro l'altra. "Io è da tempo che sostengo che anche il 2013 sarà un anno difficile per l'Italia e per l'Europa, perche' il segno meno comincia ad arrivare anche in Europa". "Adesso - ha proseguito Bersani - il punto e': ma noi a livello europeo e poi anche a livello italiano, intendiamo rincorrere la recessione con una manovra dietro l'altra? Finiremo solo per aggravarla". "Io voglio pensare e credere che in questo 2013 - ha sottolineato Bersani - sia fatta una riflessione su questo punto visto che il segno meno non ce l'abbiamo solo noi. Non parlo di nuove manovre perche' bisogna vedere i conti. Sto ponendo il problema anche su scala europea perche' non bisogna inseguire la recessione con manovra dietro manovra". Il centrosinistra però deve fare i conti con la decisione di Antonio Ingroia che ha ufficializzato il suo no ad accordi di desistenza. "Da questo momento Rivoluzione civile chiude la porta al dialogo con il Pd, che forse abbiamo lasciato aperta troppo a lungo, al di fuori dei calcoli elettoralistici. Ci rivediamo in Parlamento". "L'unico voto utile -insiste l'ex pm di Palermo- e' quello a Rivoluzione civile", perche' "se avremo una presenza in Parlamento il centrosinistra dovra' fare i conti con noi e abbandonare le politiche liberiste del governo Monti". Infatti "Berlusconi e' politicamente finito, gli italiani sono vaccinati nei confronti di Berlusconi, il vero pericolo e' Monti, piu' pericolo ed insidioso" dell'ex premier. Una proposta per una cosiddettta desistenza al Senato, sottolinea ancora Ingoria, "dal leader del centrosinistra non l'ho mai ricevuta, abbiamo ricevutio proposte dietro le quinte, attraverso interlocutori seppure autorevoli". Cosi' "mentre aspettavo di vedere Bersani ho saputo che incontrava Monti e non si e' degnato nemmeno di una risposta" alle richieste di incontro sollecitate dopo il rientro del magistrato dal Guatemala e anche in tempi piu' recenti. Ma il no alla desistenza si basa anche su questioni di merito, come ad esempio quella patrimoniale proposta da Rivoluzione civile mentre contemporaneamente "Bersani diceva no alla patrimoniale". Quindi ognuno per la sua strada, anche perche', e' la convinzione di Ingroia l'accordo tra Pd e Monti "dietro le quinte e' gia' fatto".




