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Ingroia chiude al Pd: ''Stop al dialogo'' Vendola: "Con Monti accordo possibile"

domenica 20 gennaio 2013
Ingroia chiude al Pd: ''Stop al dialogo'' Vendola: "Con Monti accordo possibile"

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Milano, 19 gen. (Adnkronos/Ign) - Nessun dialogo fra 'Rivoluzione Civile' e il Pd mentre Vendola apre a un accordo con Monti. Il centrosinistra deve fare i conti con la decisione di Antonio Ingroia che ha ufficializzato il suo no ad accordi di desistenza. "Da questo momento Rivoluzione civile chiude la porta al dialogo con il Pd, che forse abbiamo lasciato aperta troppo a lungo, al di fuori dei calcoli elettoralistici. Ci rivediamo in Parlamento". "L'unico voto utile -insiste l'ex pm di Palermo- e' quello a Rivoluzione civile", perche' "se avremo una presenza in Parlamento il centrosinistra dovra' fare i conti con noi e abbandonare le politiche liberiste del governo Monti". Infatti "Berlusconi e' politicamente finito, gli italiani sono vaccinati nei confronti di Berlusconi, il vero pericolo e' Monti, piu' pericolo ed insidioso" dell'ex premier. Una proposta per una cosiddettta desistenza al Senato, sottolinea ancora Ingoria, "dal leader del centrosinistra non l'ho mai ricevuta, abbiamo ricevutio proposte dietro le quinte, attraverso interlocutori seppure autorevoli". Cosi' "mentre aspettavo di vedere Bersani ho saputo che incontrava Monti e non si e' degnato nemmeno di una risposta" alle richieste di incontro sollecitate dopo il rientro del magistrato dal Guatemala e anche in tempi piu' recenti. Ma il no alla desistenza si basa anche su questioni di merito, come ad esempio quella patrimoniale proposta da Rivoluzione civile mentre contemporaneamente "Bersani diceva no alla patrimoniale". Quindi ognuno per la sua strada, anche perche', e' la convinzione di Ingroia l'accordo tra Pd e Monti "dietro le quinte e' gia' fatto". Non si fa attendere la replica di Bersani, secondo cui "posizioni di radicalizzazione e di riduzione del tema della legalita' su posizioni forzose non favoriscono il cambiamento". "C'e' in Italia e in Lombardia la possibilita' di portare il cambiamento - ha sottolineato Bersani - siamo davanti ad un appuntamento storico". Bersani ha poi tenuto a precisare come "noi non prendiamo lezioni da nessuno", spiegando che da parte di Ingroia "un gesto di considerazione della situazione sarebbe stato apprezzato. Non c'e' bisogno di patti, se ciascuno si prende la propria responsabilita', il mio apprezzamento non manca di certo. Non c'e' mai stata un'ipotesi di desistenza - ha concluso - siamo dei riformisti". Ma per una porta che si chiude, ce n'è un'altra che si apre, con il leader di Sel Nichi Vendola, che apre a Monti. "Se fa autocritica e corregge alcune delle sue controriforme e' un fatto positivo. Con Monti si puo' costruire un compromesso importante". "Noi -osserva Vendola- non siamo di fronte a giuramenti davanti a Dio e dobbiamo dare delle risposte in un momento drammatico, a fronte di un'Italia che non solo paga il prezzo dell'ubricatura berlusconiana ma anche dei provvedimentidel governo Monti". Dalla Lega arriva il commento di Roberto Maroni, secondo cui "Vendola piega la testa all'inciucio con Monti. Grande ammucchiata, no grazie. Motivo in piu' per vincere in Lombardia" scrive su Twitter il segretario della Lega nord. Il segretario dei Pd, Pier Luigi Bersani, a Milano per aprire la campagna elettorale, difende la decisione presa dal Comitato dei Garanti del partito di escludere dalla prossima tornata elettorale i tre esponenti del partito, Mirello Crisafulli, Antonio Papania e Nicola Caputo perche' inquisiti. "Cerchiamo di dare l'esempio a prescindere dal tornaconto elettorale e ho fiducia che questa nostra posizione sia compresa sia in Sicilia che in Italia". "Spero che si cominci a capire che quello che diciamo facciamo - ha proseguito Bersani - e abbiamo regole molto, molto severe che applichiamo. Sia chiaro - ha tenuto a precisare - che restiamo garantisti e siamo per la presunzione di innocenza e che non stiamo parlando ne' di condannati ne' di colpevoli. Tuttavia, a questo punto, c'e' un bene da tutelare che e' la credibilita' della politica, finita sotto i piedi in questi anni". Per Bersani "i voti sono tutti utili". "Ci sono voti utili per segnalare una protesta o eprimere una adesione, poi ci sono voti utili per battere la destra e vincere le elezioni. Qui vince chi arriva prima".In merito ai propositi della Lega che, una volta alla guida della Regione Lombardia, ritiene sia possibile mantenere sul territorio il 75% delle tasse pagate dai lombardi, Bersani va giù duro: "Dalla destra solo propaganda. Hanno avuto 10 anni per governare e secondo loro diventa tutto possibile solo adesso. Lasciamo perdere, parliamo di cose serie". Commentando poi le ultime affermazioni di Banca d'Italia, il leader del Pd sottolinea che non si può rincorrere la recessione con una manovra dietro l'altra. "Io è da tempo che sostengo che anche il 2013 sarà un anno difficile per l'Italia e per l'Europa, perche' il segno meno comincia ad arrivare anche in Europa". "Adesso - ha proseguito Bersani - il punto e': ma noi a livello europeo e poi anche a livello italiano, intendiamo rincorrere la recessione con una manovra dietro l'altra? Finiremo solo per aggravarla". "Io voglio pensare e credere che in questo 2013 - ha sottolineato Bersani - sia fatta una riflessione su questo punto visto che il segno meno non ce l'abbiamo solo noi. Non parlo di nuove manovre perche' bisogna vedere i conti. Sto ponendo il problema anche su scala europea perche' non bisogna inseguire la recessione con manovra dietro manovra".