Cagliari, 22 gen. - (Adnkronos) - "In un momento di rabbia dettata soprattutto da attacchi su Facebook che quotidianamente vengono rivolti al partito a cui sono iscritto e al Presidente dello stesso, attacchi spesso pilotati che lo accusano e accusano il sottoscritto di essere mafioso, pedofilo, e violentatore di minorenni, sicuramente ho avuto uno scatto di ira nel rispondere alle sue dichiarazioni che, le devo dire, mi hanno colpito personalmente. Inizia cosi' la lettera che Paolo Trudu, addetto stampa del Pdl del Gruppo in Consiglio regionale della Sardegna, ha inviato al segretario di Sel Nichi Vendola, dopo aver postato su facebook il commento sul 'becero frociame' che ha suscitato un'accesa polemica politica. "Sono un militante dal 1995, e per 5 anni, dal 2000 al 2005, ho anche avuto incarichi istituzionali quale consigliere nella provincia di Cagliari e presidente della commissione pubblica istruzione. Ho svolto il mio mandato rispettando tutti e confrontando le mie idee con quelle degli altri senza mai un gesto di acredine o accenti ingiustificabili. Ritengo - scrive Trudu a Vendola - che la mia passione politica sia almeno pari alla sua, passionale e appassionata, calorosa, arcigna, ma soprattutto onesta. Per questo, ho perso il lume della ragione leggendo la parola 'camorrista' indirizzata, non ad un singolo esponente, ma all'intero partito e ho sicuramente trasceso in affermazioni di cui pubblicamente ho gia' chiesto scusa per averle pronunciate, alle persone che si sono sentite ferite da questo ingiusto accanimento". "Una decina di giorni fa, esasperato ad ignobili attacchi personali che ricevo su facebook da parte di persone conosciute e sconosciute, comunicavo la mia possibilita' a lasciare questo strumento su internet, da troppi utilizzato per insultare me, il mio partito, la mia persona, la chiesa cattolica a cui indegnamente ritengo di appartenere, molti dei quali li ho cancellati perche' non leggibili, ricchi di bestemmie e insulti irripetibili". (segue)




