Roma, 23 gen. (Adnkronos/Ign) - Presenterò un esposto all'Agcom contro la trasmissione di Lucia Annunziata 'Leader'. Lo ha annunciato Antonio Ingroia ospite di 'Adnkronos Confronti'. Il candidato premier di Rivoluzione civile ricorda la discussione con Alessandro Sallusti (VIDEO) che "era venuto per impedire che la trasmissione andasse avanti, è un provocatore". L'ex pm lamenta il fatto che nelle anticipazioni della trasmissioni si parlava della partecipazione dei cittadini, mentre alla fine si è trovato davanti il direttore de 'Il Giornale'. "Per questo presenteremo all'Agcom, probabilmente nella giornata di oggi, un esposto per la violazione della par condicio". Nello studio del Palazzo dell'Informazione Ingroia ha parlato delle prossime elezioni politiche e si è soffermato sulla posizione espressa da Bersani sugli F-35. "Ci ha spiazzato - ha detto - finalmente abbiamo sentito un Bersani più vicino alla tradizione della sinistra che si è dimenticato e continua a dimenticarsi su tanti altri argomenti". E alla domanda se Rivoluzione civile possa dialogare con il Pd ha ribadito che "oramai siamo fuori tempo massimo, potremo dialogare in Parlamento". Quanto all'ipotesi di favorire una vittoria di Berlusconi, l'ex pm replica: "Sono giochini vecchi che non funzionano, gli italiani non si fanno prendere in giro così. Dire che io faccio vincere Berlusconi è una barzelletta che non è credibile". E ancora, "il no a Monti era la nostra unica condizione" per un dialogo con il Pd e "questo no non c'è stato", ricorda. Ingroia si è quindi detto "convinto che il Pd e la Lista Monti abbiano già stipulato un accordo per governare insieme dopo le elezioni. Ne sono convinto -ha insistito - perché io ho chiesto a Bersani di aprire un dialogo con Rivoluzione Civile e smentire di aver già sottoscritto un'intesa con Monti, ma non si è avuta alcuna risposta. Si tratta di un accordo indicibile ma vedremo cosa accadrà dopo le elezioni, vedremo se avrò avuto ragione o meno. Io ho l'impressione che questo accordo ci sia eccome". "Monti è il pericolo maggiore perché c'è il forte rischio che Bersani faccia un governo con Monti dopo il voto", ha aggiunto. Nella prima pagina dell'agenda-Ingroia c'è la legge sul conflitto di interessi e, a seguire, la riforma della giustizia e l'abrogazione della riforma Fornero sul mercato del lavoro. "Visto che nessuno, a destra come a sinistra, ha voluto fare la legge sul conflitto di interessi -ha dichiarato - noi sfideremo i partiti in Parlamento presentando un testo, cercando convergenze dentro e fuori la compagine di governo. Se avremo tanti consensi e riusciremo a far eleggere molti parlamentari, proveremo a convincere Bersani a non fare l'intesa con Monti e ad allearsi con noi. Se così fosse sono sicuro che la legge sul conflitto di interessi verrà approvata in una settimana". "La nostra agenda di governo -ha proseguito Ingroia- prevede una particolare attenzione sulla giustizia. Abbiamo bisogno di una riforma che acceleri i processi, ripristinare un tempo di prescrizione equilibrato, occorre poi cancellare tutte le leggi ad persona, ripristinare il falso in bilancio, rendere più efficiente la legge sulla corruzione. Soprattutto occorre potenziare le capacità dello Stato nell'individuare e sequestrare i patrimoni illeciti, frutto della mafia, della corruzione e dell'evasione fiscale. Recuperando questi patrimoni illeciti si può risanare il debito dello Stato". L'abrogazione della riforma Fornero è un altro passaggio prioritario. "Non sono contrario alla flessibilità del mercato -ha concluso il leader di Rivoluzione Civile- ma il rispetto dei diritti dei lavoratori è un'altra cosa. Deve essere ripristinato il potere del giudiziario e il controllo di legalità sui licenziamenti senza giusta causa. Per questo motivo vogliamo cancellare la legge Fornero e il referendum abrogativo è diventata una bandiera di Rivoluzione Civile" Quanto all'incandidabilità, tra "i nostri candidati non ce n'è uno che abbia storie imbarazzanti alle spalle", mentre le altre liste non hanno la "stessa pulizia". "Si sono fatti passi avanti - ammette il leader di Rivoluzione civile - persino Berlusconi è stato costretto a non candidare personaggi come Cosentino e Dell'Utri". Ingroia ha poi affermato che la relazione della commissione Antimafia, licenziata da Beppe Pisanu, rappresenta "l'autoassoluzione della casta politica" e dice "il contrario di quanto è emerso in sede giudiziaria, scaricando tutto sulle spalle dei carabinieri delle forze dell'ordine e forse di sicurezza". Secondo il candidato premier di Rivoluzione civile è "ingeneroso da parte della politica scaricare le responsabilità sull'anello più debole". "C'è spazio eccome per una nuova commissione di inchiesta che però non sia una burla come quella chiusa da Pisanu e sia seria", dice Ingroia. Ad una domanda sullo stato delle carceri, l'ex pm si è poi detto "favorevole all'amnistia, anche se bisogna vedere su quali reati. Bisogna escludere i delitti gravi di sangue, di mafia e dei colletti bianchi". Ma le carceri "stanno scoppiando perché sono piene di extracomunitari e tossicodipendenti" che sono dentro per reati non gravi.




