Milano, 24 gen (Adnkronos) - "Occorre privilegiare non il consenso ma la crescita e mettere l'impresa al centro, perche' senza imprese non ci sara' crescita". Questo il commento di Giovanni Brugnoli, presidente Univa (UNione Industriali della provincia di VArese), sul progetto di Confindustria intitolato 'Crescere si puo', si deve'. "E' necessario - osserva Brugnoli - dare ossigeno alle aziende con il pagamento immediato dei 48 miliardi di debiti commerciali accumulati dal settore pubblico, il taglio del costo del lavoro, l'idea forte della settimana di lavoro in piu' ma defiscalizzato, la riduzione della pressione fiscale sui redditi piu' bassi, del costo dell'energia e, invece, l'aumento degli investimenti in infrastrutture". Bisogna, dice ancora il presidente, "riportare allo Stato le competenze costituzionali in materie di interesse nazionale, la semplificazione amministrativa, la riduzione del peso del fisco sulle attivita' economiche". Brugnoli si dice "colpito" dalle "previsioni sugli effetti che le riforme suggerite avrebbero sull'economia: un tasso di crescita al 3% equivalente a +2.617 euro annui per abitante; l'espansione dell'occupazione di quasi 2 milioni di unita'; il reddito delle famiglie che vivono di lavoro dipendente in crescita di quasi 4.000 euro annui. E, per contro, non un aumento del debito pubblico ma un decremento proprio grazie alla crescita economica". Per riuscire a raggiungere tali obiettivi, sostiene il presidente, servono interventi quali la "razionalizzazione della spesa pubblica corrente, la dismissione di una parte del patrimonio pubblico, l'armonizzazione degli oneri sociali e delle aliquote Iva ridotte in ottica Ue, il riordino degli incentivi alle imprese". Sulla politica cosiddetta 'del rigore', Brugnoli suggerisce di "non abbandonarla. Ora pero' va accompagnata da altre misure in grado di imprimere uno shock per la ripresa del ciclo economico e per infondere nuova fiducia agli imprenditori".




