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La Lega in cerca del leader, sondaggisti: "Gli elettori puntano ancora su Maroni"

domenica 15 settembre 2013
La Lega in cerca del leader, sondaggisti: "Gli elettori puntano ancora su Maroni"

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Milano, 14 set. (Adnkronos) - Umberto Bossi riapre ufficialmente i giochi per la successione di Roberto Maroni alla guida della Lega aggiungendo la sua canditatura a quella di Matteo Salvini e Flavio Tosi per la segreteria federale anche se, è opinione comune tra i sondaggisti, sembra difficile possa avere la meglio sul 'delfino' di Maroni e sul sindaco di Verona. In ogni caso, è sempre l'opinione comune, Maroni resta l'unico che secondo i sondaggisti sembra riscuotere il pieno consenso dell'elettorato leghista che spera e si augura in un suo ripensamento. Secondo Nicola Piepoli interpellato dall'Adnkronos "anche questa 'guerra', come tutte le guerre, non porterà nulla di buono ma solo distruzione. Il dilemma per la Lega è distruttivo: prima aveva un capo unico, che era Bossi, ora ne hanno un altro che è Maroni e adesso stanno pensando ad averne un altro ancora. Evidentemente - osserva Piepoli - vogliono perdere. L'unica sarebbe quella di proseguire con l'attuale segretario". Cosa che sembra essere gradita ai più. Per quanto riguarda Umberto Bossi "è anziano e ha i suoi problemi - sottolinea Piepoli - mentre il futuro è in mano ai giovani. Già l'eta di Maroni è, tra virgolette, piuttosto avanzata, però data la media italiana è attendibile. Bossi - sottolinea - non è più attendibile". Per questo, per Piepoli, "Salvini potrebbe essere il candidato ideale: è giovane anche se è un po' impulsivo ma d'altronde l'impulsività è proprio nel dna della Lega". "Se la Lega è sopravissuta, anzi ha incrementato i propri consensi, lo deve proprio alle battute di Bossi prima e di Maroni poi. Non vedo quindi perché non possa campare bene con Salvini che è un ragazzo molto valido". Per quanto riguarda Tosi, il sindaco di Verona "è più convergente, più con i piedi per terra, forse più serio dal punto di vista professionale". Sulla stessa lunghezza d'onda sembra essere il parere di un altro sondaggista, Luca Comodo di Ipsos che, premettendo che la nomina del nuovo segretario della Lega "non è puramente una questione che riguarda il suo elettorato ma le relazioni tra i gruppi dirigenti del partito e i suoi militanti", ritiene difficile "che Bossi possa riconquistare la poltrona di segretario". "A livello generale - sottolinea Comodo - siamo in una situazione in cui l'elettorato, complessivamente, si aspetta un cambiamento rilevante e la risposta del ceto politico sembra ancora una volta inadeguata. In realtà l'unico che sta rispondendo a questa richiesta nella percezione popolare è Matteo Renzi. Ecco quindi - osserva - che c'è bisogno di un Renzi ovunque". "Nella Lega ci può anche essere qualche nostalgico - osserva Comodo - che vedrebbe bene un ritorno di Bossi ma il problema, da quello che vedo, è che il 'senatur' rappresenta il passato e non ha più quella capacità di conquista che aveva una volta. Capacità di conquista che è il vero problema che ha ora la Lega e che si è ridotta ai minimi termini anche là dove la Lega è nata". "Alle ultime elezioni - osserva Comodo - la Lega ha perso quasi tutti i suoi insediamenti tradizionali e con la linea di chiusura non li riconquista". Anche Salvini, per Comodo, "è un uomo di apparato che ha rappresentato un certo tipo di Lega e non è certo paragonabile a Renzi. Salvini - sostiene - sta seguendo il percorso di chiusura della Lega nei suoi territori e ambiti di riferimento anche attraverso una sua deriva un po' razzista culminata nei rapporti con il ministro Kyenge". Salvini, insomma, per Comodo "sembra più puntare a tenere la ridotta che a conquistare consensi". "Il problema invece è risucire a rappresentare il nuovo per riconquistare l'opinione pubblica. Su questo fronte - conclude Comodo - Tosi mi sembra l'uomo più adatto a ricoprire questo ruolo, anche per il percorso politico che ha fatto, tutto indirizzato su strade meno conservative". Secondo Antonio Noto di Ipr Market, infine, "due sono sostanzialmente i profili dell'elettore leghista: quello nostalgico della Lega di dieci anni fa, di lotta più che di Governo, che è quello che si avvicina più alle posizioni di Bossi e di Salvini, e chi invece guarda al futuro e quindi a Maroni e a Tosi". Bossi e Salvini, secondo Noto "hanno più o meno la stessa pelle anche se, da un punto di vista anagrafico, guardano al futuro in maniera diversa. Da un punto di vista ideoligico però - osserva - la Lega di Salvini non è molto diversa dalla Lega di Bossi. Negli ultimi mesi, anzi, Salvini ha recuperato tutte quelle tematiche che erano di Bossi e che erano state abbandonate da Maroni. In pratica - sottolinea - è un po' come se Salvini stesse indossando il vestito di Bossi per giocare poi sulla sua forza anagrafica e sul futuro". Salvini e Bossi, in sostanza, "identificano lo stesso profilo elettorale e quindi una eventuale candidatura di entrambi li potrebbe penalizzare. Tosi invece rappresenta un elettorato della Lega non ancorato alle posizioni ideologiche di dieci anni fa, ma che guarda avanti rispetto ai cambiamenti di questi ultimi anni. La proposta di Tosi, in sostanza, prevede anche un restyling della Lega come progetto politico - conclude Noto - se il segretario viene eletto dal congresso, probabilmenteTosi potrebbe avere meno chanche; se ci dovessero essere delle primarie forse se la può giocare".