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Diritti Mediaset, irregolare il collegio di giudici che ha condannato Berlusconi

Tra le toghe c'era anche un giudice civile, presenza non ammessa nei procedimenti penali dall'articolo 67 dell'ordinamento giudiziario. Due avvocati romani presentano ricorso alla Cassazione

Matteo Legnani
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Salta fuori una nuova magagna nella vicenda giudiziaria che ha portato alla condanna di Silvio Berlusconi per frode fiscale sui diritti Mediaset. Ed è una magagna non da poco. Il collegio di toghe della sezione che ha giudicato il Cavaliere era irregolare e la sentenza di condanna nei suoi confronti è da annullare. Per questo, l'avvocato Daniele Morelli e il dottor Fabrizio Benedettini dello studio legale romano Morelli & Partners hanno presentato ricorso contro la sentenza al procuratore generale della Cassazione. Il punto è che una delle toghe che componevano il collegio non era un giudice penale, bensì civile: Giuseppe De Marzio. Mentre l'articolo 67 dell'ordinamento giudiziario recita che "la Corte di cassazione in ciascuna sezione giudica con il numero invariabile di cinque votanti. Giudica a sezioni unite con il numero invariabile di nove votanti. Il collegio a sezioni unite in materia civile è composto da magistrati appartenenti alle sezioni civili; in materia penale è composto da magistrati appartenenti alle sezioni penali”. Non sono previste sezioni 'promiscue'. "Abbiamo presentato questo ricorso, perché è stato violato non solo l'articolo 67 dell'ordinamento giudiziario, ma anche l'articolo 25 della Costituzione sulla precostituzione del giudice naturale e il principio di uguaglianza davanti alla legge previsto dall'articolo 3” spiega benedettini, che tiene a precisare di essere "un semplice cittadino elettore" e dinon avere "alcun mandato da parte di Silvio Berlusconi".. Una copia del ricorso è stata consegnata oggi anche alla Giunta per le elezioni del Senato, che domani deciderà sul nodo della decadenza del Cavaliere. "Giunta che a questo punto, secondo noi, dovrebbe sospendere il suo giudizio in attesa che a pronunciarsi sia il procuratore generale o la Core costituzionale, alla quale pure abbiamo inviato gli atti". 

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