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Epifani: ''Venerdì si chiude sulle regole, è una discussione non degna del Pd''

domenica 29 settembre 2013
Epifani: ''Venerdì si chiude sulle regole, è una discussione non degna del Pd''

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Roma, 23 set. (Adnkronos) - "Il primo che la vuol far finita sono io, non posso più vedere un partito ripiegato su se stesso, ora si decide". Lo ha detto Guglielmo Epifani, a 'Porta a porta', a proposito della Direzione del Pd convocata venerdì per la definizione del regolamento per le primarie nazionali. "Venerdì si chiude", ha detto il segretario. "Se non forzavo la data del Congresso - ha riferito -, se non ci fossimo impegnati a chiudere sulle regole, correvamo il rischio di andare all'infinito con una discussione che non è degna del Pd. C'è da ricostruire un clima di fiducia interno, questo è il compito culturale che bisogna fare". "Se c'è una cosa sicura è che le primarie si faranno in quella data, scommettiamo?", ha continuato confermando la data dell'8 dicembre. "Decisa la data dobbiamo sistemare il percorso del congresso, a quel punto parte l'iter. Nella direzione non si discute la data, si vedono le regole. La direzione non deciderà diversamente", ha spiegato. L'automatismo segretario-candidato premier è "sbagliato, per ragioni pratiche, non ideologiche", ha detto Epifani. "Si dice, lo fanno in tutta Europa, ma non è vero. In Francia, ad esempio, il presidente non è diventato il segretario dei socialisti ma Hollande - ha spiegato il segretario del Pd -. E' inutile mettere l'automatismo quando alla prova dei fatti non sempre lo puoi fare. Conviene non avere l'automatismo, per ragioni pratiche e di buon senso". Epifani ha sottolineato: "Questo vuol dire che il segretario è il primo candidato ma può non essere l'unico candidato del partito. Inoltre, quando fai una deroga c'è un concedente e uno che beneficia della concessione, ma qui non abbiamo un sovrano, ci deve essere una cultura politica, non è onesto che ci sia sempre un concedente". Poi, parlando del sindaco di Firenze, ha detto: "Tutta la classe dirigente del Pd contro Renzi? Una parte, non tutta. Ma vediamo alla fine". "Credo che Renzi si presenti come nuovo, un po' ai margini della forma partito tradizionale, e può esserci un interrogativo sul suo contenuto programmatico e sulle sue proposte - ha aggiunto -. Solo il congresso può dirimere questi interrogativi, superiamo questo atteggiamento facendo correre i candidati e facendo parlare i programmi". A proposito del fatto che con Renzi segretario del Pd il governo avrebbe vita breve, Epifani ha dichiarato: "Io resto a quello che Renzi ha sempre detto, cioè non creare problemi al governo. Penso che non gli convenga non fare quello che ha detto. Metterà più pepe, sarà più determinato ma quello che viene configurato non lo vedo". Epifani ha poi escluso una sua candidatura alla segreteria del Pd: "Confermo, l'ho già detto, anche se non sarei messo male in classifica". "Ho avuto un ruolo di traghettatore, se mi candidassi non potrei più farlo, non è serio, onesto - ha detto il segretario del Pd -. Lo faccio anche per dare un segno di stile: io correndo avrei avuto dei vantaggi, sarei uscito primo no, ma secondo sì. Ma voglio rispettare il ruolo che ho avuto". "Penso che il governo possa andare avanti ma deve passare il nodo di Gordia delle prossime settimane: la legge di stabilità e i provvedimenti da prendere nello scorcio di anno che resta - ha spiegato il segretario del Pd -. Se saprà superare questo, avrà orizzonti, se si divide, se prevale la campagna elettorale, non ce la fa, allora si indebolisce. Però in termini generali ha meno importanza chi sarà il segretario del Pd".