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Epifani: ''Da Pdl ennesima prova di irresponsabilità''

domenica 29 settembre 2013
Epifani: ''Da Pdl ennesima prova di irresponsabilità''

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Roma, 25 set. (Adnkronos/Ign) - Dura reazione del segretario del Pd, Guglielmo Epifani, in merito alle annunciate dimissioni dei parlamentari del Pdl. "Le decisioni e i toni incredibili usati oggi dal Pdl sono l'ennesima prova di irresponsabilità nei confronti del Paese - dice Epifani - Il presidente del Consiglio è a New York a rappresentare l'Italia di fronte all'Onu e ai mercati mondiali. In Parlamento il Partito democratico è impegnato nell'approvazione delle riforme. Ogni giorno vengono messi in discussione delicati assetti del sistema industriale e dei servizi. E il Pdl pensa a sfasciare tutto, a rendere instabile l'azione del governo volta a risolvere i problemi degli italiani. Difficile credere che si possa arrivare a tanto. I cittadini - scandisce - possono verificare ancora una volta chi tra mille difficoltà si adopera per fare e chi invece vuole buttare tutto all'aria". A stretto giro la replica dei capigruppo del Pdl di Senato e Camera, Renato Schifani e Renato Brunetta: "In questo momento grave per la democrazia in Italia, Epifani insiste con provocazioni inqualificabili". "Il suo partito - continuano Schifani e Brunetta - vuole decapitare Forza Italia del suo leader e pretendere che noi accettiamo questa ferita alla democrazia senza reagire? Al segretario pro tempore del Partito democratico diciamo che Berlusconi ha il diritto e il dovere di fare fino in fondo il suo dovere di capo dei moderati, denunciando il sopruso che ha subito e sta ancora subendo proprio da un alleato di governo al Senato. Si calmi Epifani e ci lasci il diritto di fare politica senza essere insolentiti", conclude la dichiarazione congiunta. Ma sulla stessa scia di Epifani è il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini. "Mentre il presidente del Consiglio parla alle Nazioni Unite e lavora per rafforzare la credibilità internazionale del nostro Paese, mentre affrontiamo emergenze di ogni tipo e sono in arrivo scadenze che impongono scelte finanziarie coraggiose e difficili, ci troviamo di fronte a parole e gesti di una gravità assoluta - dichiara Franceschini - Se qualcuno pensa che siano forme di pressione sappia che sono pressioni a vuoto. Abbiamo detto e ripetuto più volte che non si baratta la durata di un governo con la violazione dei principi dello stato di diritto. E non cambieremo idea". "Noi siamo diversi da loro - risponde Daniela Santanchè - Mi rendo conto che Epifani e Franceschini non possano capire la profondità della nostra scelta e credere che andremo fino in fondo con grande determinazione e coerenza. A differenza di loro della sinistra, noi siamo uniti come un solo uomo: se Silvio Berlusconi decade dal Parlamento, noi che siamo tutti Berlusconi, siamo tutti decaduti con lui. Altra cosa per loro difficile da comprendere - e per noi invece ovvia e scontata - è che non può esserci Berlusconi fuori dal Parlamento e noi dentro. Lo sappiano. Questa è una garanzia". Il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, parlando a 'Otto e 1/2' su La7, si dice "fiducioso che prevarrà il senso di responsabilità. Credo che nessun partito oggi abbia dell'interesse vero a interrompere il percorso di risanamento dei conti pubblici e del rilancio dell'economia che è in corso". "Secondo me" il governo "non cadrà" poi "naturalmente la politica può riservare sorprese". "Fa sorridere la proposta di dimissioni in massa dei parlamentari Pdl in caso di decadenza del condannato a 4 anni Berlusconi, come prescrive la legge. Nessun problema - dice Nicola Morra, capogruppo M5s al Senato - Li prendiamo in parola. In caso di dimissioni in massa dei parlamentari Pdl, voteremo a favore della loro decadenza, come tra l'altro abbiamo sempre fatto in questa legislatura. In questo modo entreranno in carica alla Camera e al Senato i primi dei non eletti nelle liste Pdl. Finalmente un po' di ricambio!". Lasciando la riunione dei gruppi parlamentari del Pdl, Antonio Martino, titolare della storica tessera numero due di Forza Italia, spiega: "Daremo queste dimissioni come una dimostrazione di affetto verso Silvio Berlusconi ma non so sinceramente se serviranno perché quasi sempre vengono respinte. E' successo anche al mio amico Nicola Rossi del Pd, al Senato, in pratica siamo servi della gleba costretti a stare qui anche se non lo vogliamo". Intanto, proprio mentre i parlamentari del Pdl rimettono nelle mani dei capigruppo le proprie dimissioni da parlamentari, rimbalza a Montecitorio la notizia che anche la Lega potrebbe unirsi all'iniziativa dei berlusconiani. Tra i vertici del Carroccio e quelli pidiellini ci sarebbero stati contatti in queste ore per 'unire' le forze. E lo stesso Berlusconi sarebbe stato messo al corrente dell'ipotesi in campo. Una decisione che lo stesso Umberto Bossi non smentisce. Anzi. Lasciando Montecitorio il Senatur apre uno spiraglio proprio sull'idea delle dimissioni dei parlamentari padani: "Berlusconi è il capo della coalizione di centrodestra, se dovesse essere cacciato via da questa sinistra che non ha limiti di stupidità, si vedrà...", dice all'Adnkronos.