Milano, 27 set. - (Adnkronos) - "Le distanze e gli scontri sul piano delle idee e del rapporto tra maggioranza e opposizione, non producevano, come oggi, smarrimento di ogni nozione di confronto civile e di ogni costume di rispetto istituzionale e personale". E' quanto ha affermato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, intervenuto oggi all'Universita' Bocconi di Milano dove e' stata ricordata la figura dell'ex economista Luigi Spaventa. Secondo Napolitano negli anni in cui Spaventa era parlamentare "il Parlamento, la Camera dei deputati, quella moltitudine di eletti era uno spaccato di comune umanita', nella ricchezza e varieta' delle storie e dei temperamenti personali, degli impulsi e dei percorsi che avevano indotto quelle persone a impegnarsi in politica, col traguardo della elezione in Parlamento". "Era questa realta' umana che incuriosiva e interessava molto Luigi, che lo spingeva a mescolarsi con gli altri nel palazzo di Montecitorio e a comprendere, non solo a giudicare, posizioni e comportamenti anche di molti che erano lontani dalla sua parte politica. Penso ad esempio -ha aggiunto- a deputati democristiani di ogni stampo e di ogni livello, anche 'peones' come li si chiamava, con i quali interloquiva naturalmente e intratteneva un rapporto amichevole. Ora -ha concluso Napolitano- mi chiedo che cosa e' rimasto di quel modo di vivere la politica e di convivere in una istituzione, e anche del modo in cui, di conseguenza, si vedeva dall'esterno il mondo della politica".




