Roma, 29 set. (Adnkronos) - Tortellini e piadina separati per sempre, ciascuno per la propria strada. La Lega torna all'attacco per il 'divorzio' tra Emilia e Romagna, chiedendo l'autonomia dei romagnoli dai cugini emiliani, dopo un matrimonio territoriale lungo quasi mezzo secolo. A farsi portavoce delle istanze 'separatiste' dei romagnoli e' il deputato leghista, bolognese doc, Gianluca Pini, che tenta da cinque anni di investire il Parlamento della questione, insistendo anche per la valorizzazione del dialetto romagnolo "con tutte le sue varianti". Proprio nel momento in cui le istituzioni discutono di come semplificare, per tagliare i costi della politica, la mappa geografico-amministrativa degli enti locali, in primis con l'abolizione delle province e l'accorpamento dei comuni, il Carroccio, in nome dell'identita' culturale e territoriale, va in controtendenza, proponendo di aumentare il numero delle Regioni e, di conseguenza, quello dei Consigli regionali e delle Giunte. E' il principio di autodeterminazione sancito dalla Conferenza di Helsinki del 1975 che va consolidato, spiega Pini, "lungo il percorso che deve portare all'Europa dei Popoli". E si tratta, ancora una volta, di combattere contro 'Roma ladrona'. Si', perche' la Capitale ha "discriminato tra lingue di serie A e lingue di serie B. Il friulano e il sardo -sottolinea Pini- sono state riconosciute come lingue vere e proprie. Perche', allora, non si fa lo stesso con il romagnolo?". (segue)




