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Il Parlamento che sarà

Centrodestra, l'accordo sui seggi tra Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia

16 Gennaio 2018

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Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Silvio Berlusconi

Non c’è una crostata a siglare il patto. Ma gli chef hanno un nome: Niccolò Ghedini e Gianni Letta. Con Giancarlo Giorgetti e Ignazio La Russa come vice. Il piatto è il complicato accordo su come suddividere le candidature per il prossimo Parlamento, in termini di collegi e seggi nei listini. La quartina finale, quella su cui hanno combattuto i luogotenenti dei leader fino a trovare un’intesa, è questa: 40-35-15-10. A Forza Italia andrà il 40% dei seggi, alla Lega il 35%, a Fratelli d’Italia il 15% e alla quarta gamba centrista il 10%. Il Lodo Letta-Ghedini ha avuto l’imprimatur dei leader della coalizione: Silvio Berlusconi, Matteo Salvini, Giorgia Meloni. La suddivisione è il frutto di una media ponderata dei sondaggi degli ultimi mesi, calcolo che è stato affidato alla sondaggista di fiducia del Cavaliere, Alessandra Ghisleri.

L’accordo è sostanzialmente equilibrato. Paradossalmente a essere sovradimensionate sono le forze più piccole: Fdi e la quarta gamba. Mentre il derby tra azzurri e leghisti, almeno in questo primo round, finisce con un pareggio. È vero che Forza Italia strappa qualcosa in più, ma bisogna tener conto del terno a lotto dei collegi. E qui la Lega potrebbe strappare più seggi, più eletti, di quelli di Forza Italia. Dunque quel 40-35, che oggi vale sulla carta, potrebbe variare il 4 marzo sera. A vantaggio degli azzurri o dei leghisti.

Il patto, naturalmente, prevede una divisione in collegi di fascia A, B, C o D a seconda di quanto sono considerati sicuri. Ma, come si è visto in passato, le previsioni non sempre sono confermate. Nell'uninominale resta un margine di incertezza. Molto dipende dalla battaglia che si svolge poche settimane prima del voto, dai nomi messi in campo.

In ogni caso un punto di intesa nel centrodestra, ora, c’è. Dopo settimane di trattative, condotte in via riservata e a mezzo stampa, dopo mesi di strappi e ricuciture, ora l’accordo nel centrodestra sul fatidico numero c’è: 40-35-15-10. Fatta la quartina, ora la tensione si sposterà all'interno dei quattro partiti, dove si dovranno riempire gli elenchi dei candidati nei collegi e nelle liste. Intanto, però, l’intesa tra i quattro c’è.

di Elisa Calessi

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