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Paolo Gentiloni, la più grande umiliazione a Berlino: perché la Merkel non l'ha neanche ricevuto

8 Febbraio 2018

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Paolo Gentiloni, la più grande umiliazione a Berlino: perché la Merkel non l'ha neanche ricevuto

Totò e Peppino divisi a Berlino, era il titolo del vecchio film: come dire che nella capitale tedesca ai visitatori italiani può a volte capitare di incappare in contrattempi inenarrabili, proprio per via delle peculiari complessità teutoniche. A Paolo Gentiloni è infatti capitato a Berlino di vedersi dare buca da Angela Merkel, che ha clamorosamente rinviato un appuntamento in programma. Grandi cose accadono invero in Germania in questi giorni. Da una parte, quell' accordo storico sul lavoro in base al quale si darà un aumento di stipendio del 4,3% e chi vuole potrà lavorare 28 ore a settimana.

Leggi anche: Renzi butta avanti Gentiloni: dove lo manda per farlo massacrare

Dall' altra, dopo quattro mesi di impasse, negativissimo record nella storia della Repubblica Federale, dopo il fallimento di un tentativo di Coalizione Giamaica, dopo un congresso straordinario che ha spaccato in due la Spd, è stato infine raggiunto l' accordo per fare il nuovo governo di Grande Coalizione tra Cdu, Csu e Spd: il quarto consecutivo con Angela Merkel come cancelliera, e il terzo in cui appunto lei si trova alla testa di una formula del genere. Anche sull' Italia continua insistente il rumor interno e internazionale sulla possibilità che se a marzo non ci sarà nessuna maggioranza anche da noi si dovrà tornare a una formula di grandi intese. È parte del battage la suggestione che in questo caso potrebbe essere proprio Gentiloni l' uomo in grado di gestire la congiuntura, prolungando così ulteriormente la propria permanenza a Palazzo Chigi. Si può dunque immaginare il suo interesse a farsi ricevere dalla Käanzlerin proprio quando lei sta rinnovando l' accordo con i socialdemocratici: una sorta di simbolico imprimatur.

Invece no. L' accordo generale infatti c' è, ma i dettagli vanno ancora definiti. Così, proprio per potersi concentrare sulle rifiniture la Merkel ha chiamato il presidente del Consiglio per riprogrammare il vertice bilaterale in agenda per le 17 di ieri. Guarda, il tempo ci sarebbe pure, ma è troppo ristretto, poi ho la testa da un' altra parte, non ti do l' attenzione che meriti, non è giusto. Non ti offendi, vero, Paolo? Ti va bene se ci vediamo tra 8 giorni, che sto più comoda? Il 15 allora? Gut!, auf Wiedersehen Paolo. Und Pass auf dich auf, stammi bene!

Gentiloni a Berlino ci stava già. Ieri mattina aveva approfittato della trasferta per tenere una lezione sull' Europa all' Università Humboldt di Berlino. Per la precisione, un seminario sui rapporti italo tedeschi e le prospettive europee. Lì aveva spiegato che «non bisogna mai confondere, per quanto riguarda il giudizio sull' Italia, la frequenza dei cambi di governo con l' instabilità nelle scelte di fondo del Paese. L' Italia ha sempre mantenuto una coerenza nelle scelte di fondo», anche «economiche» ed è sempre stata «europeista e democratica». Resta dunque un Paese che dimostra una grande «affidabilità di fondo» e con il quale «è fondamentale che i grandi paesi europei collaborino per il futuro dell' unione».

Ma la Kanzlerin non ha tempo e non ti puoi far ricevere per forza. Il Presidente del Consiglio ha dunque abbozzato, e se ne è tornato a casa. Le motivazioni della Cancelliera sono «comprese e condivise», ha fatto sapere.

di Maurizio Stefanini

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