Roma, 22 ott. (Adnkronos/Ign) - "Il problema delle attività di spionaggio della Nsa rende indispensabile che il governo accerti, con tutti gli strumenti utili, se la raccolta, l'utilizzo e la conservazione di informazioni relative alle comunicazioni telefoniche e telematiche abbia coinvolto anche i cittadini italiani". E' quanto sottolinea il Garante per la protezione dei dati personali, Antonello Soro, in una lettera al presidente del Consiglio, Enrico Letta. "Si tratta - rileva Soro - di una indispensabile operazione di trasparenza in quanto tali condotte, se confermate, avrebbero primariamente violato i principi fondamentali in materia di riservatezza dei cittadini e reso evidenti le debolezze connesse alla sicurezza delle reti e dei sistemi informatici rilevanti sul piano nazionale". "In questo contesto - aggiunge il Garante per la Privacy - appare quanto mai urgente predisporre efficaci strumenti di protezione dei dati personali e dei sistemi utilizzati per finalità di polizia e giustizia, anche nella consapevolezza dell'obiettivo europeo di rinforzare gli strumenti di cooperazione e scambio di dati in tali contesti". Soro coglie l'occasione "per ribadire che non è stata ancora adottata la normativa di attuazione dei principi del Codice in materia di protezione dei dati personali relativamente ai trattamenti effettuati per fini di giustizia, polizia o sicurezza nazionale". Soro chiede anche a Letta di sostenere al vertice europeo di giovedì la "necessità che l'Europa adotti il progetto di riforma" in materia di trattamento dei dati personali. Anche il Copasir vuole andare a fondo alla questione e chiede chiarimenti al governo: mercoledì a palazzo San Macuto è in programma l'audizione del sottosegretario Marco Minniti, Autorità delegata per la Sicurezza della Repubblica. "A quanto ci è stato riferito dagli Usa, i filtri che la Nsa utilizzava prevedevano l'impossibilità di acquisire dati relativi a cittadini italiani nel nostro Paese", dice in un'intervista all'Adnkronos Giacomo Stucchi, presidente del Copasir. E aggiunge: "Se questo è vero e i filtri hanno funzionato, non c'è stata alcuna acquisizione di dati in Italia". Per il presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, "ora il governo dovrà confermare le rassicurazioni che abbiamo avuto nella nostra recente missione negli Stati Uniti oppure spiegare se ci sono stati anche problemi di cui non siamo ancora a conoscenza". "Anche nel caso francese - fa però notare Stucchi - si parla di metadati, ovvero identificativi di chiamata, durata della telefonata o destinatario della mail, ma senza possibilità di acquisirne i contenuti. Negli Usa, infatti, i metadati sono più 'lavorabili' rispetto a contesti di altri Paesi". "In ogni caso" rimarca il numero uno del Copasir, mercoledì "la questione sarà all'ordine del giorno dei nostri lavori. La affronteremo con Minniti, che riferirà al Comitato anche su altri temi". Una cosa però Stucchi vuole chiarirla subito, sgomberando il campo da possibili ombre sul Comparto Intelligence: "I nostri Servizi - spiega - dopo aver informato il governo, quando sono stati convocati hanno sempre risposto agli interrogativi posti dal Copasir". E anche lunedì, "durante una visita di membri del Comitato a un centro dei Servizi, ci sono state date informazioni che ritengo esaustive oltre che delicate e riservate. Questo - taglia corto Stucchi - testimonia anche una trasparenza reale dell'Intelligence rispetto al Parlamento". Intanto da 'Le Monde' arrivano nuove rivelazioni. Secondo il quotidiano, infatti, l'Nsa spiava anche le ambasciate francesi. Da un nuovo resoconto sull'attività di spionaggio della National security agency ai danni della Francia, emerge che gli Stati Uniti hanno intercettato anche email e conversazioni delle rappresentanze di Parigi all'Onu, a New York, e a Washington. E anche "tutti i Paesi dell'America Latina sono stati oggetto di spionaggio da parte del governo americano". Lo afferma Glenn Greenwald, il giornalista americano autore dello scoop sul programma segreto di sorveglianza della Nsa. Greenwald dice che ci sono ancora molte "bombe" da pubblicare sulle attività di intelligence degli Stati Uniti in America Latina: "Molto deve venire alla luce, inclusi dati selezionati Paese per Paese: di Argentina, Venezuela, Canada. Di tutti i Paesi del continente". Sul suo account Twitter, il giornalista, che vive in Brasile, scrive poi che "molto presto" verranno fatte rivelazioni sullo spionaggio americano in Spagna.




