Roma, 25 ott. - (Adnkronos) - Sara' pure una 'tregua armata' fino al Consiglio nazionale del Pdl, ma ormai il solco e' tracciato e difficilmente la spaccatura tra lealisti e governativi potra' risanarsi. Per ora i gruppi autonomi restano una minaccia e Angelino Alfano frena i piu' bellicosi dei suoi. Cosi' come Silvio Berlusconi invita all'unita' pur non rinunciando al progetto di rifare Forza Italia (tant'e' che non rinvia l'Ufficio di presidenza che sancira' di fatto l'archiviazione del Pdl). Il redde rationem, dunque, e' solo rinviato. In queste ore, infatti, e' gia' partita la ricerca delle adesioni alle due forze in campo, visto che il Consiglio nazionale e' un organismo formato da una platea piu' vasta (quasi 800 persone) rispetto all'Ufficio di presidenza (costituito solo da 24 membri aventi diritto al voto). Non a caso, Raffaele Fitto ha riunito i suoi per preparare un documento ad hoc e raccogliere le firme: l'obiettivo e' quello di arrivare a 600 sottoscrizioni, coinvolgendo anche i componenti del Consiglio Nazionale del partito. La raccolta e' gia' stata avviata con la mobilitazione di 5 regioni Lazio, Lombardia, Puglia, Campania, Toscana. Le adesioni, riferiscono i 'lealisti', avrebbero toccato quota 300.




