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Matteo Salvini, l'incubo: costretto a usare il salva-banche come il Pd?

Gino Coala
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L'assedio tra spread in salita e giudizi negativi delle agenzie di rating non lascia scampo alla maggioranza Lega-M5s su cosa fare per le banche italiane sotto una pressione che non si vedeva da tempo. L'ipotesi che il governo lavori a un nuovo decreto salva-banche, così come fatto dai precedenti esecutivi del Pd, sembra ormai sempre più inevitabile. Lo stesso Matteo Salvini, alla fine di un vertice in via Bellerio a Milano ha detto chiaro e tondo: "Abbiamo parlato della situazione economica e delle banche. Nessuna banca salterà. Se qualcuno pensa di speculare sulla pelle dei risparmiatori e degli italiani - ha aggiunto Salvini - sappia che c'è un governo e c'è un paese pronto a difendere le sue imprese le sue banche e al sua economia costo quel che costi". Sembra ieri quando i grillini sbraitavano contro i decreti a favore degli istituti di credito: "Vogliamo uno Stato innovatore - diceva Luigi Di Maio in campagna elettorale - che non si venda agli istituti di credito", mentre invocavano le elezioni il prima possibile: "o rischiamo che il governo approvi un altro decreto salva-banche". Appunto, il governo Lega-M5s si ritrova proprio ad approvare un altro decreto per salvare gli istituti di credito, vista l'aria che tira. E poi ci sono i risultati degli stress test delle banche in arrivo, che non promettono niente di buono. Il provvedimento insomma è inevitabile, così come lo sarà la rivolta della base grillina, che stavolta potrebbe essere letale per i grillini. Come riporta la Stampa, gli strateghi della comunicazione M5s sono a lavoro per evitare il paragone con i precedenti governi, quelli a guida Pd che "stanno dalla parte dei banchieri". La mossa allo studio dei grillini è per esempio un intervento sui crediti deteriorati, così da limitare l'effetto di una possibile vendita in blocco dei crediti da parte dei grandi speculatori. Da un punto di vista mediatico, la soluzione grillina sembra fin troppo debole. Le speranze sono tutte concentrate allora sulla nascente Commissione di inchiesta sulle banche al Senato, che dovrebbe mettere alla gogna i vertici di certe banche, quei "cattivi banchieri che si sono arricchiti illecitamente a spese dei cittadini". Il risultato concreto sarà vicino al nulla, quel che importa ai grillini è riuscire almeno a farsi impallinare dai propri elettori il meno possibile.

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