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Il ministro di ferro

Giulia Bongiorno bastona i grillini: "Immigrati, rispettare le regole. Il M5s voterà la Legittima difesa"

7 Gennaio 2019

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Giulia Bongiorno

Immigrati e legittima difesa, il ministro di ferro Giulia Bongiorno tira dritto. Come Matteo Salvini: "La legittima difesa non si tocca", ribadisce in una intervista a il Messaggero in cui si dice convinta che "otterrà il via libera in tempi brevi", comunque prima delle europee, e Luigi Di Maio con il suo M5s "rispetterà il contratto". Questa legge, fortemente voluta dalla Lega, "si farà e si farà in tempi brevi". Anche perché, avverte la Bongiorno, "non vedo assolutamente il problema delle divisioni nei 5 Stelle, e tra 5 Stelle e Lega. Su quel testo, che afferma che tra l'aggressore e l'aggredito va difeso quest'ultimo, c'è intesa. Se c'è qualcuno che non la pensa così, va contro la logica e il buon senso. Io da avvocato ho difeso un gran numero di persone aggredite in casa. Anche quando poi sono state assolte, hanno avuto la vita segnata dal calvario di processi lunghissimi".

Il decreto "è di assoluto rispetto di tutte le garanzie. Introduce maggiori tutele per chi scappa dalle guerre, per chi è perseguitato. L'ordine giova a coloro che sono dalla parte della ragione. E questa legge riuscirà a porre fine al fenomeno dei finti profughi e dei furbetti. Chi è legislatore ha il dovere di farsi carico di tracciare nettamente una linea di confine tra legittimo e illegittimo ", aggiunge il ministro della Pubblica amministrazione.

Quanto alla rivolta dei sindaci, "sicuramente se alle parole seguissero condotte di disapplicazione sarebbero in una situazione di illegittimità. Esistono delle procedure da seguire, per sollevare questioni di incostituzionalità. E quelle vanno seguite. È di una gravità inaudita che chi rappresenta le istituzioni scelga di non applicare una legge". E la disobbedienza civile "è un alibi inaccettabile. Le parlo da avvocato. Lo sa quante volte arrivano sentenze che si ritengono ingiuste? Tantissime volte. Ma dico sempre ai miei clienti che protestano per una condanna: bisogna rispettare le sentenze, sempre e comunque".

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