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Tav, la doppia relazione di Ponti sulla Torino-Lione: a Bruxelles dice che l'opera conviene

Gino Coala
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La realizzazione della Tav Torino-Lione potrebbe essere una delle infrastrutture con effetti occupazionali senza precedenti, riuscendo a creare con tutto il sistema di trasporti europeo almeno 800 mila posti di lavoro. A metterlo nero su bianco in un documento consegnato alla Commissione trasporti del Parlamento europeo, rivelato dalla Stampa e che verrà presentato nei prossimi giorni a Bruxelles, è stato un gruppo di tecnici guidato dall'ex rettore della Bocconi, Carlo Secchi, che è composto anche da una società milanese, la Trt trasporti e territorio srl, che è presieduta da Marco Ponti. Non è un caso di omonimia, quel Ponti è lo stesso che ha guidato il gruppo di esperti incaricati dal governo Lega-M5s per redigere l'analisi costi-benefici sulla Tav Torino-Lione. Quella stessa relazione che ha bocciato senza appello l'opera che sta spaccando l'esecutivo. Leggi anche: Striscia la notizia, insulti fuorionda tra Liguori e Ponti: la rissa sulla Tav / Video Ponti è riuscito nell'impresa di arrivare a due conclusioni opposte nello stesso lasso di tempo e sulla stessa opera analizzata. Nella sua versione europea, il professore sostiene che il Trans european transport network, cioè il sistema ferroviario che collegherà l'Italia al resto del Vecchio continente, porterà risultati economici, ambientali e occupazionali senza precedenti. E in particolare la Tav sarà il fiore all'occhiello di questo sistema, almeno secondo la relazione nella mani di Bruxelles alla quale, giova ripeterlo, Ponti ha dato un sostanziale contributo. In calce a quel documento che promuove la Tav, il prof. Ponti si è guardato bene dal metterci la sua firma, ma che la sua società abbia contribuito in modo determinante alla sua realizzione è innegabile. Il dossier è composto da 120 pagine dettagliatissime e proietta gli effetti dell'opera fino al 2030. Tra le opere analizzate c'è ovviamente la Tav, che assieme alla realizzazione di tutti i corridoi: "Entro il 2030 genererà 800 mila nuovi posti di lavoro in Europa - recitano le carte dei tecnici - Il miglioramento della connettività europea fornirà benefici economici a 7 milioni e mezzo di persone all'anno da qui al 2030". E figuriamoci gli effetti economici del potenziamento del trasporto su rotaie in Europa: "Il Pil europeo dovrebbe avere un incremento dell'1,6% sempre al 2030". E poi: "Verranno evitati 26 milioni di tonnellate di emissioni di ossido di carbonio nell'aria nell'ambito del settore dei trasporti". Resta quindi un grande, enorme dubbio: e cioè se ha ragione il prof. Ponti che fa il consulente per il governo italiano, o la società da lui presieduta che lavora per il Parlamento europeo.

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