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Giuseppe Conte e Luigi Di Maio, l'incontro finisce in rissa: urla e grida. Tensione alle stelle

Cristina Agostini
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Giuseppe Conte resiste sui due vicepremier: "Con Luigi Di Maio dentro si stabilizzerebbe il governo e il mio ruolo, a tutto vantaggio del Pd". Con il grillino al suo fianco, è il ragionamento, riuscirebbe a tenersi fuori dalla dialettica quotidiano con il Pd. Eppure, rivela La Stampa in un retroscena, nel Pd intravedono crepe nel muro innalzato dal capo del governo. E leggono la sua resistenza a oltranza come dettata dall'esigenza di sanare una frattura con il leader grillino. Del resto venerdì scorso Di Maio e Conte hanno litigato in modo furibondo con urla e grida (proprio il giorno in cui il grillino ha lanciato il suo ultimatum al Pd evocando il voto). I rapporti tra i due sono tesissimi. Di Maio con i suoi si è sfogato più volte: "Conte non è del M5S", è "più vicino al Pd", "e lo ha dimostrato in questi mesi". Leggi anche: "L'unico colto in un gruppo di ignoranti". De Masi salva Conte, bordata a Di Maio&Co Per questo Gigino vuole restare vicepremier: vuole continuare a essere l'occhio del M5S dentro il palazzo, "quando si prenderanno le decisioni importanti". 

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