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Immigrati, congelata la linea dura di Matteo Salvini: no ai porti chiusi, si spera nell'Europa

Cristina Agostini
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La linea dura di Matteo Salvini sugli immigrati è solo un ricordo. Il caso della Ocean Viking che ha annunciato di aver "soccorso e salvato 50 persone che erano a bordo di un gommone in difficoltà in acque internazionali al largo della Libia" e che si prepara a sbarcare in Italia segnerà il "battesimo del fuoco" per il nuovo governo Conte e per il neo ministro dell'Interno Luciana Lamorgese.  L'ex prefetto di Milano ora alla guida del Viminale sarà travolta dalle polemiche appena darà il via libera allo sbarco. Perché con l'uscita di Salvini è finita la guerra alle Ong e anche i decreti sicurezza ora saranno messi in discussione visto che la sinistra ha già annunciato di volere una revisione profonda almeno su alcuni nodi evidenziati dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Sul primo decreto, riporta La Stampa, ci si aspetta adesso una nuova formulazione del permesso umanitario, oggi troppo compresso secondo la Convenzione europea sui diritti dell'uomo. In sostanza si concederà l'asilo, sia pure temporaneo, a chi ha subito "trattamenti inumani o degradanti".   Sul secondo decreto, il capo dello Stato sottolineava la contraddizione che all'articolo 1 si confermasse il rispetto della Convenzione sul soccorso in mare e subito dopo, all'articolo 2, si prevedesse la possibilità di multare per 1 milione di euro la nave che soccorre i naufraghi. Intanto è evidente che i neo ministri all'Interno, alla Difesa e alle Infrastrutture, Lamorgese, Guerini e De Micheli firmino un qualsiasi divieto di ingresso contro una nave umanitaria. Sarebbe contrario ai loro principi, quindi nei fatti il decreto Sicurezza bis sarà congelato. Il governo spera quindi nell'Europa e crede alle parole del ministro francese degli Esteri Jean-Yves Le Drian sulle "politiche migratorie condivise".

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