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Silvio Berlusconi, ammutinamento FI: "Basta, stiamo con Salvini". Il contrordine sulla legge elettorale

Caterina Spinelli
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Silvio Berlusconi ci ha ripensato. L'ordine ai consiglieri regionali di Forza Italia di astenersi sulla mozione della Lega per promuovere un referendum elettorale pro-maggioritario in primavera, ha ottenuto un contrordine. A voltare le spalle al Cavaliere, votando a favore e adeguandosi al diktat di Matteo Salvini, sono stati proprio i suoi fedeli colleghi. A nulla dunque è valso il tentativo di trasformare con una nota (a firma Tajani, Gelmini, Bernini e Giacomoni) l'ordine di scuderia con un monito: "Votate a favore del referendum, ma con un ordine del giorno pro-presidenzialismo". Leggi anche: Sondaggio Radio Fonda, Berlusconi in caduta libera La decisione ormai era presa e non da Berlusconi. La mozione è stata infatti approvata nelle quattro regioni guidate dalla Lega: in Sardegna (perfino con i voti di due grillini), nel Veneto di Luca Zaia, nella Lombardia di Attilio Fontana e nel Friuli di Massimiliano Fedriga. Ma è questione di ore nel Piemonte dove anche il governatore forzista Alberto Cirio ha dato indicazione a favore. Si attende l'ok dell'Abruzzo, mentre resta in bilico la Liguria, dove Giovanni Toti può contare su un solo voto di maggioranza. Le mozioni andavano approvate in tempo utile per consentire il deposito del quesito referendario entro lunedì 30 ma già il leghista Roberto Calderoli, artefice dell'iniziativa, può esultare: "Lunedì mattina andremo in Corte di Cassazione a depositare il quesito referendario".

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