Roma, 14 nov. (Adnkronos) - Nel Pdl si sta arrivando al punto di non ritorno. E si avvicina sempre di piu' la resa dei conti finale. Dove solo Silvio Berlusconi potra' salvare il salvabile e tentare il miracolo dell'unita'. Allo stato, lealisti e alfaniani sono lontani da un accordo che il Cav vuole piu' che mai in questa fase delicata per non dare l'immagine di un partito fragile e disorientato. Anche oggi c'e' stato un gran via vai a palazzo Grazioli, ma la mediazione resta in alto mare. E forse bisognera' aspettare l'ultimo momento utile, cioe' l'apertura dei lavori del Consiglio nazionale di sabato, per avere un quadro politico piu' preciso. Solo allora, infatti, quando prendera' la parola il leader azzurro si capira' in che direzione andare. Come sempre ascolto tutti, ma se non riescono a mettersi d'accordo, vuol dire che decidero' io, basta con le polemiche, avrebbe confidato ai suoi l'ex premier. Alcuni filogovernativi come Roberto Formigoni sono tornati a chiedere un rinvio delle assise, ma l'ex premier non ha nessuna intenzione di far slittare l'appuntamento di dopodomani per non dare prova di debolezza. Tant'e' che, a fine serata, ancora non era arrivata alcuna convocazione di un ufficio di presidenza del Pdl per domani con all'odg il lodo Alfano, vale a dire le 'condizioni chieste dagli innovatori per scongiurare la rottura (separare il nodo della decadenza dal sostegno al governo Letta e due coordinatori (uno per corrente) alla guida della nuova Fi). In queste ore convulse si susseguono incontri a tutti i livelli. Il Cav ha visto, tra gli altri, Denis Verdini (a piu' riprese) e Raffaele Fitto (in serata). Qualcuno dice che nella notte sara' ricevuto anche Alfano, con il quale gia' ci sarebbero stati dei contatti telefonici. (segue)




