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Paola De Micheli, Bisignani rivela il suo obiettivo: "Un'Anac che si sovrapporrà agli uffici già esistenti"

Caterina Spinelli
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"Ma se nella nuova squadra di governo Conte si muove ormai come Napoleone, tra i ministri si contendono già dissensi e ironie social". Luigi Bisignani sta parlando proprio di loro: il ministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti e la ministra dei Trasporti Paola De Micheli, che in poche settimane è riuscita nell'impresa di far rimpiangere il suo predecessore Toninelli. "A proposito di Fioramonti, c'è grande apprensione alla Famesina perché sembra che da Tel Aviv stia arrivando una nota sulla sua attività in Sudafrica, con atteggiamenti antisemiti che non si conciliano proprio con quelli di un ministro della Repubblica di un Paese tradizionalmente vicino a Israele come è il nostro" svela sulle colonne del Tempo. Leggi anche: Paola De Micheli nel mirino della Lega: diserta tutte le commissioni Non va tanto meglio alla De Micheli: "Su di lei il buongiorno si era già visto sin dal mattino. Ancora non aveva giurato e già si era lanciata in intemerate difese della famiglia Benetton, al centro della tragedia del ponte Morandi, della querelle sulle concessioni autostradali e del pasticcio Alitalia. Passata spumeggiante sotto tutti i capi bastone che si sono succeduti alla guida del Pd, la Sihnora delle infrastrutture e dei trasporti si sta ora muovendo con piglio poliziesco: senza aver affidato neppure una delega ai sottosegretari e ascoltando come suo unico "consigliori" il vecchio e caro amico, Mauro Moretti". Per Bisignani la dem, "sta mettendo a punto una nuova struttura di controllo di tutte le opere sul territorio che, sulla carta, parte già con un costo di due milioni di euro". Una sorta di Anac 3.0 - spiega - che si "sovrapporrà agli uffici simili già esistenti all'interno dei ministeri e delle regioni e finirà per bloccare definitivamente, in nome della trasparenza, un settore già fortemente penalizzato".

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