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Matteo Renzi, il retroscena sullo sfogo del leader: "Niente follie grilline, meglio un accordo con Salvini"

Caterina Spinelli
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Matteo Renzi non ne può più. A nulla sembrano servire le sue minacce a Giuseppe Conte di far cadere tutto sullo stop alla prescrizione voluto da Alfonso Bonafede. Il leader di Italia Viva è arrivato al limite, lo dimostra un retroscena di Augusto Minzolini che, per il Giornale, ha captato le frasi dell'insofferenza "Se debbo essere lasciato solo in una battaglia liberale, se il Pd addirittura rimuove dalla sua memoria la legge Orlando per correre dietro alle follie dei grillini made in Travaglio, se non si accorgono di tutto questo, allora tanto vale che io faccia l'accordo con Salvini per andare ad elezioni all'indomani del referendum sulla riduzione dei parlamentari". Il piano del fu rottamatore per Minzolini è semplice: se Renzi vuole schiodarsi dalla percentuale bassissima a cui Italia Viva è ferma, deve fare incetta di moderati dimostrando di "non ingoiare oggi un'intesa con Bonafede che fa acqua da tutte le parti sulla prescrizione e un'altra domani di marchio illiberale sulla concessione Autostrade". Leggi anche: Alfonso Bonafede sulla prescrizione: "Per una giustizia più veloce", la frase sconcertante Un discorso, questo, che piace anche ai forzisti: "Anche il centrodestra - scrive il retroscenista sul quotidiano di Sallusti .- ha rizzato le orecchie. Specie in Forza Italia, quella ortodossa e quella in sofferenza, la cui simpatia verso l'attuale premier ha cominciato a scemare. Gianni Letta ha reso più assidui i contatti con gli ambasciatori renziani, mentre Mara Carfagna ha scomunicato i fautori del gruppo parlamentare filo Conte". Insomma, tutto sembra essere pronto per una mossa congiunta. 

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