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Giorgia Meloni e l'agenda che preoccupa Salvini: le maxi-cene per ricucire il rapporto con un mondo disperso

Gabriele Galluccio
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La popolarità di Giorgia Meloni è in forte ascesa. Il Times l'ha inserita tra le 20 personalità da tener d'occhio per il 2020 e i sondaggi danno ragione alla coerenza e alla sua forte identità di destra. La sua leadership è gradita agli italiani più di quella di Matteo Salvini, ma ciò non mette in discussione la solida alleanza del centrodestra, perché entrambi sono consapevoli che uniti arriveranno a formare un governo forte, a dispetto di quello raffazzonato che è presieduto da Giuseppe Conte. Per approfondire leggi anche: La Meloni supera Salvini come leader Secondo il Corriere della Sera, c'è però un particolare che preoccupa Salvini: si tratta dell'agenda della Meloni che, tra viaggi negli Stati Uniti e cene con i sostenitori (l'ultima a Milano tutta esaurita con oltre 2mila sostenitori), sta ricucendo il rapporto con un mondo disperso. Che è quello di Alleanza Nazionale, capace con Gianfranco Fini di arrivare addirittura al 15,7%. Una cifra ancora lontana per la Meloni, ma non impossibile da raggiungere. Marco Tarchi, docente di Scienze politiche a Firenze, sostiene che "c'è un'area di opinione di destra che fatica a riconoscersi in certi atteggiamenti di Salvini, che giudica troppo aggressivi e sguaiati". Di conseguenza il leader della Lega sarebbe "troppo marcatamente populista per piacere ai settori medio-borghesi che guardano a destra" e quindi ci sarebbe ancora spazio di crescita per Fratelli d'Italia grazie al fatto che la Meloni non sembra "una politica tradizionale", ma è "molto diretta, dà l'idea di avere una parola sola, è donna". Di conseguenza è improbabile che i due si tolgano voti a vicenda, piuttosto Giorgia può arrivare anche a chi il modo di porsi di Salvini non piace, accrescendo i propri consensi e soprattutto la forza della coalizione di centrodestra. 

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