(Adnkronos) - Il vice presidente dell'associazione dei comuni siciliani lamenta l'assenza di confronto sulla riforma dell'ordinamento degli Enti locali, "se di riforma si può parlare" e sui criteri e sulla ripartizione delle risorse ai Comuni per il 2014, che "vede già un taglio netto di 100 milioni di euro destinati a spese di investimenti e alla totale scomparsa del Fondo delle Autonomie con le relative riserve. Un taglio che si somma ai ritardi della Regione nell'erogazione delle risorse già stanziate per il 2013 - accusa Amenta -, e che rischia di essere insostenibile non solo per il sistema degli Enti locali, ma anche per i cittadini che subiranno significativi aumenti dei tributi locali". "Dai fondi degli investimenti - spiega -i Comuni, autorizzati da una specifica norma della Finanziaria regionale, pagavano le rate dei mutuo, cosa che adesso non potranno più fare. E se si considera che tutte le 'riserve' sono state azzerate, bisognerà reperire anche i soldi per il ricovero dei disabili psichici, dei servizi sociali, in particolare della disabilità, del trasporto alunni pendolari, degli asili nido, e dell'efficientamento dei servizi di Polizia municipale, senza dimenticare le somme per gli interessi da pagare alle Tesorerie, visto che nei Comuni si sta operando in scopertura di cassa, a causa dell'enorme ritardo dei trasferimenti finanziari da parte della Regione". Sui, cittadini per il vice presidente di AnciSicilia, si abbatterà "il peso oltre che della Tares e dei servizi aggiuntivi indivisibili, anche della spesa sociale, dei mutui, degli interessi passivi, e persino del personale, considerato che già il 16% del costo del precariato ricade per il primo anno sulle municipalità. Di fatto - conclude - si tratta di scelte sconsiderate quelle messe in atto dal governo regionale".




