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Renato Brunetta: "Tocca al centrodestra guarire l'Italia"

Pietro Senaldi
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«Domani è il 4 marzo, il secondo anniversario della vittoria mutilata del centrodestra alle elezioni Politiche. Lega, Forza Italia e Fratelli d' Italia, uniti, avevano preso il 37% dei consensi. M5S, che si era presentato solo contro tutti giurando che non si sarebbe mai alleato con nessuno, era stato sconfitto, con il 32%. Ma più di tutti, aveva straperso la sinistra, con l' intera alleanza al 22%». L' ex ministro e capogruppo azzurro Renato Brunetta, non si spiega come sia potuto succedere e lancia un allarme democratico, accompagnato però da una soluzione per voltare pagina tornando al punto di partenza. «La nostra democrazia» incalza l' economista «ormai è una maionese impazzita: chi perde, M5S, governa. Poi crolla nei consensi e allora fa un nuovo governo, il Conte bis, con chi, i Dem, aveva perso ancora più di lui».

Com' è successo, professore?
«Si è sbagliato a non cercare in Parlamento i voti che mancavano al centrodestra per governare: bastava trovare 50 eletti disponibili alla Camera e meno di metà al Senato, ma Salvini dichiarò che non voleva andare in giro a raccogliere funghi e scelse di governare con i grillini, rompendo di fatto il centrodestra in Parlamento».

Professore, cercare 75 parlamentari per governare forse era davvero un andare in giro a prender funghi, non crede?
«Giudichiamo dai risultati: domani festeggiamo due anni caotici, e a volte finanche drammatici, che hanno fatto male all' economia, alla credibilità e alla democrazia del Paese. Sarebbe stato preferibile perfino uno scenario spagnolo, con nuove elezioni dopo tre o sei mesi. Governare con i grillini è stato un errore che rischia di distruggere la nostra democrazia parlamentare. Non vorrei doverle ricordare tutte le leggi balorde dei pentastellati, avallate prima dalla Lega e poi dal Pd, tanto in campo economico quanto nella giustizia».

Sta di fatto che la Lega non governa più con M5S da oltre sei mesi «Non ho mai capito perché Salvini non portò l' Italia al voto dopo aver stravinto le Europee a maggio». Forse pensava che Mattarella non glielo avrebbe lasciato fare?
«Però allora perché aprì poi la crisi ad agosto, quando ormai si era chiusa la finestra elettorale di ottobre?».

Ma perché mi fa questo ragionamento oggi, che il Paese pensa solo all' emergenza coronavirus?
«Proprio perché siamo in emergenza. Non è più tempo di avere governi che mischiano il diavolo con l' acqua santa, come il Conte 1 e il Conte 2. Il nostro Paese è passato dall' isolamento all' irrilevanza internazionale, come si vede dal fatto che il mondo ci sta mettendo in quarantena. I giallorossi sono tollerati all' estero a patto che non contino nulla».

Qual è la soluzione?
«La congiuntura economica è pessima. La crescita è a zero, siamo il fanalino di coda dell' Europa, non abbiamo risolto nessuna crisi aziendale, Ilva e Alitalia continuano a essere tragicamente aperte. Non possiamo più permetterci questo governo».

Vuole andare a votare anche lei?
«Questa è la posizione della mia amica Meloni. A me piacerebbe andare a votare, ma non è possibile. Il 29 marzo si terrà il referendum sul taglio dei parlamentari, dopo di che servono per legge almeno due-tre mesi di tempo per ridisegnare i collegi; e poi si entra in modalità legge di bilancio».
La Meloni sostiene che si potrebbe lavorare ora ai nuovi collegi, prima del referendum «E chi lo fa? La maggioranza non ne ha la volontà politica. La realtà è che la nostra Costituzione ha subìto una doppia mutazione genetica. La prima è che abbiamo due semestri bianchi, uno dei quali è già partito, durante i quali non si può andare alle urne. E la seconda è che ormai è stata introdotta in Parlamento la sfiducia costruttiva: non si può mandare a casa un governo se non ci sono già i numeri per farne un altro, sciogliere le Camere è diventato impossibile. È un istituto saggio, ma non appartiene ancora alla nostra Carta, anche se per forza di cose è già in vigore».

Professore, siamo ancora in fase di diagnosi. Lei cosa propone?
«Il coronavirus rischia di portare la nostra economia al collasso. Urgono estremi rimedi. Ho fatto questa lunga premessa per far capire che, siccome il sistema politico si è rotto, bisogna tornare ai fondamentali per ricostruirlo. E i fondamentali sono che chi vince governa. Due anni fa abbiamo vinto noi del centrodestra, facciamo finta che gli ultimi 24 mesi siano solo un brutto sogno e ricominciamo da dove saremmo dovuti partire nel 2018».
Il problema sono i numeri in Parlamento, dove siete sempre al 37% e a caccia di funghi da cogliere «Cercare i voti mancanti alle Camere per fare un nuovo governo sarebbe oggi la soluzione più corretta costituzionalmente, legittima politicamente e seria dal punto di vista programmatico, visto che il centrodestra, a differenza di M5S e Lega ed M5S e Pd, condivide un programma di governo, che ho materialmente steso io».

E i voti dove li trova?
«C' è Italia Viva, di Renzi, è poi c' è l' enorme area dei fuoriusciti da M5S, che è ulteriormente incrementabile».

Classica operazione di Palazzo

"Sarebbe un governo con una maggioranza legittimata dal voto del 2018 e da quello di tutte le consultazioni successive. Con un programma liberal e anche sovranista: meno tasse, più infrastrutture, più crescita, cambiamento dell' Europa. E sarebbero tanti oneri e nessun onore, non certo un' operaizone per le poltrone».

Sarebbe un governo politico o tecnico?
«Sarebbe un governo di centrodestra allargato a chi ci sta, figlio del consenso e per questo più autorevole in Europa. I nostri storici parnter-competitor, Macron e la Merkel, in patria hanno più problemi di quelli che avrebbe un esecutivo come quello che suggerisco, coeso e in grado di fare da motore nella Ue per fornire una risposta alla crisi in atto, che per l' Unione non è solo politica ma esistenziale, e di essere decisivo nella gestione delle crisi migratorie, che ormai premono non solo dall' Africa ma anche da Est, visto che Erdogan ha aperto i confini».
Forse questo governo che lei ipotizza ha tanti nemici proprio perché sarebbe forte in Europa «Interessante tesi, ma io sono un' anima semplice e dico solamente che è l' unica maggioranza possibile per tentare di risolvere insieme ai nostri partner la crisi del continente. L' Europa è accerchiata, ha perso la Gran Bretagna, è incapace di esprimersi sullo scenario turco, su quello siriano, su quello libico; e in più ora siamo colpiti dal coronavirus».

Chi fa il premier, Salvini?
«Ho assistito alla sua recente conferenza stampa in Parlamento, dove non ha mai parlato di governissimo bensì di coalizione con chi ci sta per affrontare la crisi, economica e sanitaria. L' ho trovato un discorso di assoluto buonsenso, anche perché il governo Conte si mostra ogni girno più fragile e inadeguato e non porta valore aggiunto all' estero né in patria».

Ripeto: Salvini premier?
«Il premier lo deciderà la maggioranza, per come risulterà allargata. Si è fatto il nome di Draghi, scelta straordinaria. Lui, che otto anni fa ha salvato l' Europa con il suo famoso "whatever it takes" (a ogni prezzo; ndr), avrebbe l' autorevolezza per chiedere alla Ue di sospendere tutti i vincoli finanziari, dal patto di stabilità al fiscal compact, in un' ottica straordinaria di uscita da questo momento di crisi drammatica. L' ex governatore della Bce potrebbe imporre all' Unione un new deal keynesiano fatto di investimenti infrastrutturali senza precedenti. Servono due-tremila miliardi per modernizzare l' Europa».

Quanto la preoccupa il dilagare del coronavirus in quest' ottica?
«Non ci si può nascondere che l' epidemia, limitando per ineludibile necessità la mobilità, porterà a una spaventosa caduta di consumi e produzione in tutti i Paesi colpiti, basta guardare come stanno andando le Borse in questi giorni. Il contagio è duplice, su economia reale e investimenti finanziari e la sola maniera per contrastarlo è la leva degli investimenti pubblici. Un governo Draghi può azionarla con autorevolezza, in Italia e in Europa. L' ex presidente della Bce, come premier, può darci il ruolo di Paese guida di tutta l' Unione».

Ma non sarebbe votato

«La legittimazione sarebbe parlamentare e di consenso. Lo scenario è tragico e di fronte a esso è il caso di mettere al bando gelosie, orticelli e visioni di breve periodo. Il popolo sovrano ha sempre ragione: festeggiamo domani il secondo anniversario dal voto del 2018 regalando agli italiani quello che veramente volevano, il centrodestra unito al governo».

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