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Berlusconi: "Il governo si fa, Letta può giurare già oggi, non sarò ministro"

di Ignazio Stagnodomenica 28 aprile 2013
Berlusconi: "Il governo si fa, Letta può giurare già oggi, non sarò ministro"

3' di lettura

Enrico Letta sale al Quirinale alle 15. Dopo una mattinata di incontri e trattative, dopo aver incontrato Pier Luigi Bersani e poi Berlusconi, Enrico Letta ha annunciato che salirà al Colle. La lista che il premier incaricato, sottoporrà all’attenzione del Capo dello Stato non è definitiva, ma fonti ben informate che stanno seguendo la trattativa riferiscono che, al momento, i ministri in quota Pdl sarebbero cinque. Entrerebbero così nella squadra di Governo, Angelino Alfano, Maurizio Lupi, Anna Maria Bernini, Beatrice Lorenzin e Gaetano Quagliariello. Tuttavia, viene spiegato dalle stesse fonti, sarebbe ancora in atto un pressing del Pdl per l’ingresso nella compagine governativa dell’ex ministro Renato Brunetta e, quindi, non è escluso che i nomi del Pdl per ora inseriti nella bozza di lista di Governo in mano a Letta possano subire modifiche. Dario Franceschini, Graziano Delrio, Stefano Fassina e Mariachiara Carrozza. Sono questi i quattro nomi del Pd in pole position per un posto da ministro.   Nella formazione della lista ci si sarebbe attenuti in modo rigidissimo al criterio di non fare entrare nel governo ministri di precedenti esecutivi di centrosinistra.   Per questo, dal Pd smentiscono le voci di un ingresso di Pier Luigi Bersani Silvio Berlusconi ha fatto la sua parte. Massima disponibilità per il nuovo governo e idee chiare per il futuro. Dopo l'incontro con il premier incaricato, Enrico Letta, il Cav è apparso ottimista e fiducioso. Ha subito dichiarato: "Letta potrebbe giurare già oggi". E sul suo ruolo Silvio ha affermato: "Io non sarò nella squadra dei ministri". Insomma l'incontro fiume tra il Cav e l'ex sottosegretrio è andato bene. I due avranno parlato di tutto. Soprattutto dei ministri che dovranno fromare il governo Letta. Il segretario del Pdl Angelino Alfano aveva aperto le porte ad una collaborazione convinta e senza condizioni: "Noi non siamo un ostacolo e non mettiamo nessun veto su Massimo D'Alema ministro, non ci piace comandare in casa altrui". Insomma il clima è disteso.  Bersani battuto - Pier Luigi Bersani aveva provato a far saltare il banco ma non c'è riuscito. In mattinata il segretario dimissionario del Pd aveva provato a dettare la linea dando gli ordini a Letta con un secco: "Dì a quelli del Pdl che il governo non si deve fare a tutti i costi". E invece il governo si farà anche con l'appoggio determinante del Cavaliere. Da queste trattive escono due verità. La prima: Bersani ormai è isolato dentro il suo partito. Letta fa tutto da solo, come è giusto che sia, e cerca di "chiudere presto" per assicurare un governo stabile e condiviso al Paese. Mai più premier - Il Cav comunque lascia intendere che il suo ruolo per il futuro sarà quello di padre nobile del centrodestra e del Pdl. In un'intervista a Fox news ha dichiarato che non rivestirà più ruoli istituzionali. "Sono stato primo ministro per nove anni e quando non ero primo ministro ero a capo dell’opposizione. Dopo aver lasciato lasciato la politica mi è stato chiesto di tornare indietro per suggerire, proporre delle politiche per rilanciare l’economia, e adesso con questo governo che dovrebbe formarsi anche con la sinistra queste mie proposte sono sul tavolo proprio per questo motivo"..