(Adnkronos) - "Stiamo assistendo ad una situazione paradossale per la colpevole latitanza dello Stato che sta calpestando i diritti e la volonta' popolare di migliaia di cittadini - spiega la Bizzotto - Da anni questi Comuni, sulla spinta di un plebiscitario consenso popolare e rispettando pienamente tutti i passaggi normativi, stanno aspettando invano che il Parlamento e il Governo Italiano diano piena attuazione alla volonta' delle cittadinanze locali. E invece, da Roma, hanno alzato il solito muro di gomma fatto di indecenti rinvii e meline". "La fuga di questi Comuni dal Veneto e' la piu' chiara manifestazione del 'mal di Roma' che pervade le nostre terre e le nostre genti, soprattutto quelle di confine, che da troppo tempo si sentono abbandonate da uno Stato Italiano percepito come sempre piu' lontano e ostile - continua la Bizzotto - Questi Comuni se ne vogliono andare dal Veneto perche' sono stanchi di subire sulla propria pelle le quotidiane ingiustizie dovute, da un lato, alla concorrenza sleale delle confinanti Regioni a statuto speciale come il Trentino e il Friuli e, dall'altro, alla mancanza di quella autonomia fiscale che il Veneto chiede a gran voce e che Roma continua a negare". "Dato che dalla palude di Roma non arrivano risposte - conclude Mara Bizzotto - e' opportuno che anche un organismo superiore come la Ue intervenga affinche' lo Stato Italiano permetta finalmente ai cittadini di questi Comuni di esercitare il loro diritto, espressamente previsto dalla Costituzione, di passare sotto un'altra Regione".




