Batosta comunali per il campo largo. Il voto dei giorni scorsi ha smorzato l'euforia delle forze progressiste innescata dalla vittoria del "No" al referendum sulla giustizia. Eppure per Elly Schlein l'ultima tornata non è una sconfitta, "tutt'al più è stata un pareggio", ma "di certo non è una vittoria di Meloni". Ospite di Accordi e Disaccordi sul Nove, la segretaria del Pd lancia un ulteriore messaggio al governo: "I conti si fanno alla fine, dopodiché, noi abbiamo vinto con la nostra coalizione in 37 comuni sopra i 15 mila abitanti e la destra solo in venticinque. C'erano alcune città importanti e Meloni invece di intestarsi la vittoria di Venturini a Venezia, che per noi è stata una sconfitta, dovrebbe riflettere su quel voto. Perché a Venezia FdI fa il 12% e il Pd fa il 25%. Il vero vincitore è stato Venturini con il 30% a cui facciamo gli auguri di buon lavoro".
Poi, tornando al Pd e compagni: "La sinistra deve fare una profonda autocritica, perché evidentemente se la destra si è tanto rafforzata qualcosa non ha funzionato. Adesso siamo qui per cambiare, per parlare alle persone dei loro problemi concreti e quotidiani". D'altronde, "la destra in questi anni ha vinto in tanti paesi, non solo in Italia, ha vinto in tanti paesi europei del mondo, perché è stata efficace a cavalcare le paure reali delle persone e le ha veicolate contro un nemico al giorno, il capro espiatorio più semplice: i migranti, le donne troppo emancipate, i sindacati, le opposizioni, i giornalisti indipendenti oppure i giudici o le comunità lgbt. Così è facile governare. Il problema è che non hanno migliorato la vita delle persone".
Giorgia Meloni sbeffeggia Elly Schlein: "Arrivo a pensare che forse non conviene..."
Giorgia Meloni evita di infierire, si limita alla stoccata. Dopo tutto quello che le hanno detto da sinistra in campagna...In ogni caso da sciogliere nel centrosinistra è anche un altro nodo: le primarie. "Se farle lo decideremo insieme agli alleati, io ho già dato la mia disponibilità. Io ho detto che da noi si può fare come si fa in altri paesi europei dove il partito che prende un voto in più esprime la guida, oppure le primarie di coalizione a cui mi sono già detta disponibile". E ancora: "Chiaramente essendo testardamente unitaria, io sono disponibile a quello che decideremo insieme agli altri. Quello che mi preme dire però è: il programma abbiamo già iniziato a scriverlo insieme, continuiamo e facciamolo tra la gente e non chiusi nelle stanze. Perché altrimenti sarebbe come non accorgersi che in quei 15 milioni che hanno votato no al referendum costituzionale, ce ne sono almeno cinque che hanno votato no ma che non hanno votato noi alle scorse elezioni europee. Allora insieme a Conte, a Fratoianni, a Bonelli, a Renzi, a tutti quelli che ci vogliono stare, dobbiamo capire con umiltà come metterci all'ascolto di quel pezzo di paese che chiede un'alternativa chiara e comprensibile".




