Roma, 17 ott. (Adnkronos) - "Ho già smentito più volte: nessuno mi ha mai suggerito altri nomi per l'incarico. Tutti sanno che non avrei mai impedito nascita governo se ostacolo ero io". Pierluigi Bersani smentisce la ricostruzione fatta da Massimo D'Alema dei giorni successivi alle ultime elezioni politiche. Proprio quegli episodi sono richiamati nel libro 'Giorni bugiardi' di Stefano Di Traglia e Chiara Geloni (Editori internazionali riuniti), in uscita il 6 novembre. "Anche se nei giorni successivi alle elezioni si rincorrono le voci più disparate su possibili 'esploratori' o 'uomini del presidente' cui potrebbe essere affidato l'incarico di formare il governo, Napolitano sa che i numeri della Camera, l'esito delle elezioni che ha visto comunque affermarsi il Pd come primo partito, il percorso scelto dalla coalizione, che ha addirittura designato il proprio capo attraverso le primarie, rendono pressoché impraticabile qualunque soluzione che non passi per il nome di Bersani". La ricostruzione prosegue: "Questo vale anche dentro il Pd: una carta diversa da quella del segretario non c'è, e non è vero che qualcuno suggerisca a Bersani di fare a Napolitano nomi diversi dal proprio. Il 16 maggio 2013 'Il Fatto quotidiano' pubblica un articolo con frasi virgolettate di Massimo D'Alema che rivelerebbe di avere suggerito a Bersani, prima che ricevesse l'incarico, di fare 'un passo indietro e proporre a Napolitano il nome di Rodotà' come premier. Bersani avrebbe risposto negativamente: 'Massimo, io me la voglio giocare fino in fondo'. (Fabrizio D'Esposito, D'Alema disse a Bersani: 'Proponi Rodotà premier')". (segue)




