(Adnkronos) - Per la vicepresidente della Camera, Rosy Bindi, e' imperativo "arrestare la crisi di fiducia e credibilita' nei confronti delle istituzioni" portando a compimento "la trasformazione del sistema politico che, se irrisolto, portera' a un ulteriore indebolimento delle istituzioni". Circa i rapporti con la Ue, la Bindi ha affermato "che e' lecito interrogarsi se davvero serva solo adeguarsi alle misure di rigore che vengono richieste", misure che "hanno impoverito le famiglie, hanno prodotto un livello insostenibile di disoccupazione, soprattutto giovanile, e hanno scosso il funzionamento degli Stati democratici". Bindi ha sottolineato la necessita' di "un riallineamento dei poteri" - a livello europeo, ma anche a livello nazionale -, ha messo in guardia dal crescente fenomeno dell'astensionismo e ha criticato, per quanto riguarda l'Italia, "l'abuso del ricorso al decreto legge: in questa legislatura ce ne sono stati 112 di cui ben 32 durante il governo Monti". Infine, il rapporto Stato-Regioni, che "in questi anni si e' modificato negativamente, perche' i tagli ai trasferimenti producono una nuova centralizzazione dei poteri e la limitazione dell'autonomia regionale". Vannino Chiti, vicepresidente del Senato, ha messo in guardia da "un eccessivo spostamento di sovranita' degli Stati verso l'Ue che avviene proprio nel corso di una crisi economica gravissima". Prima di tutto, infatti, ha sottolineato, "si dovrebbe risolvere il nodo di come si organizza la governance europea e di come si rinnova quella dei singoli Paesi membri". (segue)




