(Adnkronos) - "Sa perche' c'e' l'aggravante dell'articolo 7? -prosegue Landolfi- Perche' dimettendosi il consigliere comunale un mese prima ha impedito che il comune venisse sciolto anticipatamente e cosi' il presidente del consorzio sarebbe rimasto in carica. Ma anche non dimettendosi quel consigliere non avrebbe provocato lo scioglimento del consiglio comunale, perche' se non si fosse dimesso si sarebbe formata, ad un mese dalla scadenza naturale, una maggioranza di 11 contro 10 ostili al sindaco in carica, e per far cadere il sindaco un mese prima tutti e undici, come prescrive la legge, si sarebbero dovuti dimettere contestualmente davanti al notaio. Ora se il consigliere non si fosse dimesso, il sindaco sarebbe rimasto in carica lo stesso". "In questa vicenda non c'entro nulla evidentemente pago lo scotto di essere nato a Mondragone e di non essermi mai allontanato dal mio territorio che mi ha dato tante soddisfazioni anche dal punto di vista politico. Questo processo gettera' un'ombra ancora piu' pesante sulla procura di Napoli, che e' quella di Enzo Tortora e di Giorgio Magliocca, un sindaco tenuto in carcere dieci mesi per essere alla fine riconosciuto totalmente innocente. Questa e' la situazione che viviamo in Campania". "Aspetto con serenita' la celebrazione di questo processo, non ho nulla da temere, se avessi avuto qualcosa da temere non avrei fatto utilizzare le mie telefonate che ho reso utilizzabili nel corso di un interrogatorio accettando di rispondere anche alle domande che afferivano al contenuto delle telefonate il cui uso era stato inibito. Siamo di fronte ad una persecuzione politica", conclude Landolfi.




