Genova, 21 apr. - (Adnkronos) - "Le passerelle di Vendola e di Alfano? Due facce della stessa medaglia: la vecchia partitocrazia con gli stessi riti di sempre. Il vecchio centrosinistra e il vecchio centrodestra non hanno capito che la gente e' davvero stanca. Genova non sopporta piu' di essere trattata dai partiti nazionali come il tappeto rosso dove i cosiddetti big vengono per le foto e le strette di mano, per essere poi puntualmente archiviata il giorno dopo le elezioni". Lo dichiara Enrico Musso, candidato sindaco di Genova. "Siamo alle solite scene di un film gia' visto e rivisto. Anche in questa campagna elettorale le macchine dei partiti tradizionali chiamano Roma, ed i soliti noti delle nomenclature vengono a Genova, fanno il loro discorso e tornano a casa, felici per il compito svolto", aggiunge Musso. "I candidati legati ai partiti, Doria e Vinai per esempio, devono riferirsi alle loro oligarchie per assumere decisioni, fare alleanze, amministrare il territorio. Questa loro debolezza e' la forza della lista civica che mi sostiene, che non ha altri referenti al di la' degli elettori". "Molti non hanno ancora capito l'aria che tira. Ascolto quel che mi dice la gente, che e' stufa dello strapotere degli apparati, dei burocrati e delle oligarchie dei partiti. A sostegno di Marco Doria, si contano addirittura otto diverse sigle di partito", aggiunge Musso. "Io oggi saro' in strada, nelle piazze, nei mercati con i tanti volontari della lista civica - sottolinea Enrico Musso - e con le tante persone per bene che mi danno una mano e incontro i miei unici punti di riferimento, i genovesi. Questa mattina mi sono soffermato a lungo con un lavoratore esodato dalle Poste, un signore di 54 anni che mi ha colpito molto e di cui voglio seguire la vicenda perche' davvero rappresenta una delle piu' clamorose ingiustizie del nostro tempo. Per me, i big sono i genovesi perche' e' da loro, e solo da loro, che dipende il cambiamento che puo' prodursi a Genova", conclude Musso.




