Bolzano, 16 nov. - (Adnkronos) - Il Consiglio dei ministri ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale la legge della Provincia di Bolzano n. 15 del 20/09/2012 sulla toponomastica, "in quanto contenente disposizioni in materia di toponomastica in contrasto con norme internazionali e, quindi, con l'art. 117, primo comma, della Costituzione e con diversi articoli dello Statuto speciale della Regione Trentino Alto Adige". Uno tegola pesantissima sulla Svp e sul presidente della giunta provinciale Durnwalder. "Un atto di straordinario valore istituzionale e politico - commenta il consigliere Fli Alessandro Urzi' - teso a circoscrivere l'autonomia legislativa della Provincia di Bolzano, in materia di toponomastica, nella cornice dei limiti posti dal principio assoluto ed inderogabile del bilinguismo sancito dallo Statuto". I consiglieri del centrodestra Urzi', Vezzali e Seppi avevano incontrato nei giorni scorsi sia il Ministro per gli Affari regionali Gnudi che il sottosegretario agli Interni Ruperto per sottolineare "come la legge approvata con i soli voti della Svp e del Pd andava ad incidere profondamente sulle norme fondanti l'assetto autonomistico". Duro anche il verde Dello Sbarba: "Questa impugnazione e' una cocente sconfitta politica per la maggioranza, la Svp e la Giunta provinciale, che hanno voluto forzare inutilmente la mano su un tema cosi' delicato per la convivenza. Noi Verdi avevamo chiesto con forza che la Legge provinciale ricalcasse invece il metodo di lavoro della Commissione Fitto-Durnwalder, che aveva consentito di trovare un ampio consenso tra i gruppi linguistici e i partiti. La Commissione aveva accertato l'uso dei toponimi attraverso la verifica di tutte le fonti giuridiche di Regione, Provincia e comuni, arrivando a un ottimo compromesso che rispettava le sensibilita' di tutti, attraverso un amplissimo bi- e tri-linguismo che consentiva anche di eliminare le dizioni piu' obsolete".




