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Lombardia, la difesa di Ceriscioli: "Io, governatore Pd, ho copiato Fontana e vi spiego perché ho fatto bene"

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La Lombardia è nell’occhio del ciclone e deve addirittura subire un’inchiesta giudiziaria sull’ospedale in Fiera che è una garanzia assoluta in caso di una seconda ondata del virus (a proposito di prevenzione e programmazione, che sono totalmente mancate al governo nell’approccio all’epidemia). Mentre infiamma il dibattito pubblico e politico sulla regione governata da Attilio Fontana, Il Giornale ha intervistato Luca Ceriscioli, presidente delle Marche che ha appena inaugurato un ospedale da 80 posti (tra l’altro alla presenza di Guido Bertolaso, che è stato il consulente) che è costato dieci milioni di euro. Il governatore in quota Pd ha difeso il collega leghista: “Le critiche del grillino Ricciardi? Avevano due difetti, sono state fatte nel momento sbagliato ed erano pure superficiali”.

Ceriscioli ha poi spiegato perché ha copiato la Lombardia con la costruzione di un ospedale a Civitanova Marche, simile a quello di Milano: “Il nostro piano pandemico del 2007 dice che, in caso di epidemia, occorrono 300 letti di terapia intensiva. Normalmente disponiamo di 115 posti e nel momento di massima tensione siamo arrivati a 220. Il 20 marzo però le proiezioni dicevano che entro metà aprile sarebbero serviti tutti quelli ipotizzati dal piano. Cosi abbiamo dato vita ad un’iniziativa analoga a quella di Milano per realizzare gli 80 letti mancanti”. Se In Lombardia l’ospedale è stato scarsamente utilizzato, nelle Marche è ancora vuoto eppure nessuno accusa il governatore: “Per fortuna la curva ha iniziato a scendere prima del previsto. Ma non era scontato. Se non avessero trovato cure efficaci, quei posti sarebbero serviti. E poi mi chiedo: se arrivasse il secondo picco epidemico? Se ci fosse una pandemia tra tre anni? Non ha senso dire che se non li ho usati subito, allora non mi serviranno più”.

 

 

Insomma, Ceriscioli la pensa esattamente come Fontana, tanto che non ha problemi a dichiarare di aver copiato il tanto bistrattato modello lombardo: “Nella fase iniziale la nostra curva epidemiologica era paragonabile a quella lombarda, così abbiamo guardato in quella direzione. In 20 giorni abbiamo creato 80 letti, quando normalmente per realizzarne due ci si mette un anno. Una cosa fenomenale. Condivido la scelta della Regione Lombardia? Assolutamente sì. È un bene avere una riserva di rianimazioni in caso di necessità. Siamo un paese strano - ha concluso Ceriscioli - diciamo sempre che non c’è abbastanza prevenzione, poi il giorno in cui facciamo una scelta che ci protegge da un rischio, questa diventa un errore”. 

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