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Pd, così il coronavirus ha salvato le casse del partito di Nicola Zingaretti

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Il partito democratico ha fatto i cosìdetti conti della serva dopo l'emergenza Covid e si è scoperto che non solo hanno risparmiato tra convegni mancati e riduzione di spese elettorali  ma  che i deputati democratici, dopo aver sottoscritto l'impegno di versare al partito parte della loro indennità per la carica pubblica (circa 1.500 euro mese) in pochi lo hanno fatto.

Con la nota integrativa Bilancio 2019 del Pd alla mano, il quotidiano Il Tempo, ha spulciato i numeri, morale: si sono dovuti svalutare definitivamente 296.980 euro di crediti nei confronti di ex parlamentari per le indennità non versate nei primi mesi del 2018, quelli finali della XVII legislatura.

 

 

Non mancano i morosi cui sono giunti ben 54 decreti ingiuntivi  “degli stessi”, scrive il tesoriere uscente del Pd, Luigi Zanda, “al momento della redazione del presente rendiconto, con 28 parlamentari è stato raggiunto un accordo transattivo”. Un bilancio che tirando la copertina di qua e di là si è chiuso in attivo: 682.800 euro, anche "grazie a un buon incasso del due per mille (8,4 milioni contro i 7 dell'anno precedente) che ha compensato la caduta dei contributi di parlamentari e persone fisiche (crollati da 4,7 a 2,7 milioni di euro). Ma il partito fatica a stare in piedi sulle sue gambe, anche perché rispetto agli altri ha una struttura più pesante (il solo personale in organico ammonta a 151 dipendenti e 4 collaboratori fissi) e costi fissi ovviamente più elevati".

E poi ci sono i "guadagni" derivati dall'emergenza Covid 19. Zanda fa notare che “nel bilancio 2020 ci saranno gli effetti legati alla riduzione delle spese elettorali e di propaganda”. Altri risparmi sono derivati dallo sconto del 38% sul canone di affitto del Nazareno, dalla cassa integrazione rifilata da 151 dipendenti, di cui 20 giornalisti professionisti, di cui una quota viene pagata dall'Inps, un'altra percentuale invece avrebbe dovuta versarla il Pd, costi su cui il partito pero ha ottenuto un rateizzazione, contributi che verranno pagati per la maggiore parte dal 2021 in poi. Nemmeno a dirlo il tesoriere si è detto pronto a chiedere  l'allungamento della cassa integrazione in corso per un ulteriore anno oltre il termine previsto. 

Pur con l'avanzo di gestione del 2019 il patrimonio netto del Pd resta negativo per oltre 2,5 milioni di euro. 

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