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Giorgia Meloni, il cambio di rotta sul referendum: "Creare un sommovimento nel governo"

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Giorgia Meloni (Fdi) è stata sempre una ferma sostenitrice del "Sì" al taglio dei parlamentari, una posizione che ha fatto storcere qualche bocca anche all'interno del suo partito. C'è però uno strano endorsement al "no", di cui scrive Il Giornale, che stupisce. "Mi pare che stia prendendo piede il No al referendum. Il che sarebbe una cosa incredibile. - ha detto durante una manifestazione elettorale a Trani - Io sono per il Sì; abbiamo sostenuto la legge e penso che il 99% degli italiani, sulla carta, sia favorevole al taglio dei parlamentari. Però l'idea che magari la vittoria del No possa creare un sommovimento nel governo, rischia di avere la meglio"

 

Una posizione che si avvicina a quella dell'azzurro Renato Brunetta che da settimane sostiene l'importanza del referendum come il segno, in caso di vincita del "No", di una spallata al governo.  Venerdì lo stesso numero due della Lega Giancarlo Giorgetti aveva confermato la sua predilezione per il No, proprio come elemento di disturbo al governo. E tra i simpatizzanti dei partiti di destra da tempo cresce il consenso verso il No al taglio.

 

 

 

 

Anche Berlusconi aveva a suo tempo dato libertà di voto ricordando che il taglio dei parlamentari dovrebbe arrivare con una armonica riforma costituzionale e che già il suo governo aveva tentato di proporla, bloccato nel 2006 proprio dal Pd. Ed è stato il primo partito, Forza Italia, a lasciare libertà di voto sul tema presentendo la valenza politica della scelta referendaria. 

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