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Marco Damilano a Tagadà, "il patto Zdr per la successione di Sergio Mattarella": fari già puntati sul Quirinale

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"Partiamo dalla Zdr, un acronimo che sta per Zingaretti, Di Maio e Renzi. Un po' come il vecchio Caf". A dire la sua, ospite in collegamento a Tagadà di Tiziana Panella in onda su La7, è Marco Damilano, direttore de L'Espresso. La "Zdr", insomma. Ovvero Nicola Zingaretti, Luigi Di Maio e Matteo Renzi, che secondo Damilano starebbero cercando di stringere un accordo il cui punto più importante sia una convergenza sul prossimo inquilino del Quirinale, al termine del settennato di Sergio Mattarella. Tre leader che di fatto avrebbero i voti per decidere in autonomia il prossimo presidente della Repubblica. Insomma, scenario da incubo. Ma soprattutto, ammesso e non concesso che il governo oggi in carica riesca a resistere, scenario realistico. "Quelli della Zdr - riprende Damilano - sono i segretari e i leader dei partiti che reggono questa maggioranza e stanno cercando di fare un patto di fine legislatura che serva ad affrontare le elezioni amministrative del 2021, la fine legislatura nel 2023 e soprattutto le elezioni del presidente della Repubblica nel 2022, quando scadrà il mandato di Sergio Mattarella. In mezzo c'è il Covid e il Recovery Fund", ricorda Damilano. Ma i fari sono già ben puntati sul Quirinale

Damilano a Tagadà, clicca qui per vedere il suo intervento

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