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M5s, l'esodo post-risoluzione Mes non è finito: altri quattro parlamentari vicini all'addio

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N.C.
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Il timore è che l'esodo non sia terminato. L'ultimo strappo in casa M5S si è consumato giovedì, con l'addio di 4 deputati. Il voto sulla risoluzione di maggioranza relativa alla riforma del Mes, insieme alle modifiche ai decreti sicurezza, ha contribuito a esasperare i rapporti. E ora c'è chi scommette su nuovi abbandoni. Molti pentastellati danno per scontato che a breve diversi colleghi faranno le valigie per passare al Gruppo Misto. I principali indiziati sarebbero da ricercare tra i firmatari della lettera anti-Mes. I deputati Alvise Maniero e Raphael Raduzzi, ad esempio, che però negano. «Sono gli stessi rumors da due anni», dice Maniero, che ribadisce: «Non mi interessa passare in altre forze politiche. Magari è Vito Crimi che non si trova bene col nostro programma...».

 

 

Il collega Raduzzi - che di Crimi ha chiesto le dimissioni - smentisce l'ipotesi di un suo trasloco nella Lega: «Idiozia totale. Io non uscirò mai dal M5S». Anche Andrea Colletti e Paolo Giuliodori affermano di non essere intenzionati a lasciare il M5S. Quando la stessa domanda viene posta a Jessica Costanzo, la parlamentare risponde: «Pongo le beghe interne in secondo piano. Questo fino a quando la mia dignità di persona non verrà calpestata». Sullo sfondo resta l'ipotesi di sanzioni disciplinari per i parlamentari che hanno votato in dissenso dal gruppo: si va dal richiamo alla sospensione o addirittura all'espulsione per i recidivi. «Ma se i probiviri decideranno di andare fino in fondo, la frattura nei gruppi di Camera e Senato sarà difficilmente ricomponibile...», sussurra un grillino.

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