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Stefano Bonaccini: "Rientro a scuola il 7 gennaio? Il governo ci riconvochi". Le regioni contro la riapertura

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La riapertura delle scuole il prossimo 7 gennaio non convince e anzi spaventa le regioni. "Sulla riapertura delle scuole il governo ci riconvochi". L'appello è del presidente dell'Emilia Romagna e della Conferenza Stato-Regioni, Stefano Bonaccini. In base a quanto stabilito da Conte e dai suoi ministri, infatti, il 6 gennaio scadrà il dpcm anti-Covid con le misure restrittive delle festività natalizie e il 7 gennaio gli studenti torneranno a scuola in tutta Italia, almeno al 50 per cento per le superiori. Ma la scelta non è stata accolta con favore dagli enti locali, poiché si teme che il ritorno in classe faccia risalire i contagi da coronavirus. "Se c'è preoccupazione diffusa nel Paese - dice Bonaccini al Tg3 - che questa possa comportare ancora un rischio, alla luce dei numeri che ci sono, eventualmente ci si ritrova e si discute. E capiamo anche il governo cosa ritiene, visto che ho sentito anche voci che provengono da esperti che il governo utilizza per prendere decisioni che poi riguardano la parte scientifica".

 

Nelle ultime ore, anche Luca Zaia si è detto contrario al ritorno alla scuola in presenza, proprio come il Lazio. Scettico anche Matteo Salvini, che in una diretta Facebook ha detto che "mio figlio il 7 gennaio a scuola non lo manderei". A difendere la riapertura, il ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina: "È a scuola e in nessun altro luogo che si gioca la partita più importante. È fra i banchi che si costruisce, mattone dopo mattone, il futuro di ciascuna e ciascuno, il futuro della Nazione. Per questo sulla scuola non possiamo arrenderci. Arretrare sulla scuola significa rinunciare a un pezzo significativo del nostro avvenire. Per questo non lo faremo", ha affermato il ministro M5s.

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