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Giorgia Meloni: "Un'alternativa c'è, basta con questa pantomima indegna"

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Il centrodestra, nel vertice del pomeriggio di oggi, martedì 26 gennaio, ha deciso di chiedere a Sergio Mattarella di poter salire in modo unitario al Quirinale per le consultazioni che, dopo le dimissioni di Giuseppe Conte, si apriranno domani. E a chiarire quale sia la posizione dello schieramento ci ha pensato Giorgia Meloni, che dopo il summit non è tornata a chiedere il voto ma, semplicemente, di poter governare.

"Vogliamo dimostrare che c’è una alternativa de si consentisse di dare la parola agli italiani saremmo in grado di dare subito. Siamo disponibili a dare una alternativa a questa pantomima indegna", ha commentato la leader di Fratelli d'Italia, spendendo parole durissime sul mercanteggiamento in Parlamento messo in atto dal premier per raccattare voti. Insomma, il centrodestra chiede a Mattarella di poter governare.

Dunque le parole di Matteo Salvini: "Invitiamo il governo a portare i provvedimenti urgenti e poi restituiamo la parola agli italiani", ha affermato il leader della Lega. Insomma, non una richiesta di "voto subito", nemmeno nelle parole della Meloni (che però insiste sulla richiesta di "ridare voce agli italiani").

Nel frattempo, Forza Italia con Antonio Tajani ha fatto sapere che da parte degli azzurri c'è un'apertura a "un governo di unità nazionale", che ovviamente comprenda tutte le forze del centrodestra. Dubbi sulle prospettive temporali di simile esecutivo. Al netto di queste sfumature, il centrodestra, in una nota, ha fatto sapere che nel corso del vertice è stata ribadita "la necessità che l’Italia abbia in tempi rapidi un governo con una base parlamentare solida, una forte legittimazione e non, invece, un esecutivo con una maggioranza raccogliticcia. La coalizione è pronta a sostenere in Parlamento tutti i provvedimenti a favore degli italiani, a partire dai ristori e dalla proroga del blocco delle cartelle esattoriali", spiegava la nota.

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