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Quirinale, il vantaggio di Silvio Berlusconi: "150 voti in più", Draghi è già fuori gioco?

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Manca poco meno di un mese all’elezione del successore di Sergio Mattarella. Tra gli aspiranti inquilini del Colle ci sono soprattutto Mario Draghi e Silvio Berlusconi. Le personalità di cui si parla di più oggi. La partita del Cav, in particolare, non starebbe andando malissimo. Anzi. Parlando con i suoi, scrive il Fatto Quotidiano, il presidente di Forza Italia avrebbe detto: “Dopo la conferenza stampa di Natale, Draghi non è più amato come prima, la gente ha capito che ha fatto un azzardo e che deve rimanere a Palazzo Chigi”. Se questo fosse vero, l’unico ostacolo che separa il leader azzurro dal Quirinale, ossia il premier, non sarebbe poi così forte.

 

 

 

Al momento, inoltre, Berlusconi non avrebbe nessuna intenzione di fare un passo indietro. Lo farebbe solo nel caso in cui capisse di non avere i numeri in Parlamento. Un’ipotesi comunque lontana: secondo fonti interne a Forza Italia, il Cavaliere potrebbe restare in corsa fino alla vigilia della prima votazione prevista per fine gennaio. Inoltre in privato, scrive sempre il Fatto, il leader avrebbe detto di avere “amici ovunque” e di avere addirittura “150 preferenze in più del previsto”.

 

 

 

Giocherebbe a favore di Berlusconi anche la paura del voto anticipato. Ai suoi infatti avrebbe detto: “Se sarà eletto Draghi si andrà a votare, con me invece la legislatura finisce nel 2023”. Nel frattempo, però, il Cav sa di dover conquistare qualche altro consenso anche negli schieramenti “nemici”, il Pd e il M5s. I due alleati, Giorgia Meloni e Matteo Salvini, sanno invece che – finché Berlusconi resta in campo – qualsiasi altra strada resta sbarrata.

 

 

 

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