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Alessandro Sallusti: grazie Roberto Saviano, vai avanti così

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"Dio, Patria e Famiglia non sono valori, sono un crimine", scrive quel trombone di Roberto Saviano su un post con le facce di Meloni, Salvini e Berlusconi. A occhio, grazie a questa bestemmia un altro due o tre per cento di elettori trasloca dal centrosinistra al centrodestra, quindi grazie di esistere Saviano, vai avanti così che la fantasia non ti manca. E va bene pure che alla Mostra del cinema di Venezia, ente pubblico, presentino fuori concorso un docufilm sulla Marcia su Roma, di cui non si sentiva la mancanza, che allude all'avanzata di Giorgia Meloni. Perfetto, altri due punti in più per Fratelli d'Italia, che poi qualcuno dovrebbe spiegarci perché quella proiezione in piena campagna elettorale sì e il docufilm sul generale Dalla Chiesa (sua figlia Rita è candidata in Forza Italia) programmato su Rai Uno no, rinviato a data da destinarsi.

 

Il bello è che più questi ruttano più gli italiani gli voltano schifati le spalle. L'ultimo studio di YouTrend fatto sui sondaggi del 25 agosto dice che il centrodestra in costante crescita è a un passo dall'avere la maggioranza qualificata dei due terzi dei seggi - per intenderci quella necessaria per cambiare la Costituzione in senso presidenzialista - sia alla Camera che al Senato. Se questo accadrà, bisognerà fare un monumento a Saviano, ma anche a Fratoianni che vuole abolire gli aerei privati e farci uscire dalla Nato, a Marco Rizzo che annuncia di aver stappato la sua miglior bottiglia per festeggiare la morte di Gorbaciov, a Enrico Letta che intende risolvere i problemi alzando le tasse, a Speranza che freme per rinchiuderci di nuovo in casa, ai tanti Ezio Mauro che vedono fascisti in ogni angolo d'Italia. 

 

In altre parole: loro hanno alzato il vento che li sta allontanando dal Paese reale e più remano nella stessa direzione più la corrente li porta lontano dalla riva. Detto che "Dio, Patria e Famiglia" è un motto universale (In God we trust, dice il primo emendamento della costituzione americana) che fu usato per la prima volta in Italia da Mazzini e poi ripreso da De Gasperi come slogan della campagna elettorale della Democrazia Cristiana del '48, detto quindi che Saviano è pure ignorante per una volta dico: forza compagni, dateci dentro con gli insulti e con l'odio che fate paura sì ma ai vostri elettori.

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