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Massimo Cacciari, come vuole chiamare il nuovo Pd

 Massimo Cacciari

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Il futuro del Pd non è chiaro, C'è chi pensa a "scioglierlo", come Rosy Bindi, che pensa a riformarlo come sostiene Gianni Cuperlo e poi c'è Matteo Orfini che dice che va sciolto e rifondato contemporaneamente. Di certo, da anni ormai, la sinistra non ha le idee chiare né su se stessa né su quello che la circonda. Tantomeno sui suoi elettori. Per esempio, la costituente, parola che può essere usata sia come aggettivo che come sostantivo, scrive Tommaso Labate sul Corriere della Sera, viene utilizzata dal segretario Enrico Letta per respingere le richieste di scioglimento del Pd: "Faremo un congresso costituente".

 

 

Roberto Morassut, big del Pd romano, va sul sostantivo. "Serve un contenitore ampio", ha spiegato ieri mattina a Omnibus su La7, "progressista e di sinistra. E per farlo serve una costituente". Massimo Cacciari ha invece suggerito al Pd "un congresso come quello che fece Occhetto" - e un nome agghiacciante: "Democrazia progressiva". Ironizza Labate, che "a quei tempi, in cui tutto era definito tranne il nome (il partito erede del Pci si sarebbe chiamato 'Partito democratico della sinistra'), il punto d'approdo era genericamente indicato col nome 'La cosa', come il documentario girato da Nanni Moretti nelle sezioni e come il film horror del 1982 diretto da John Carpenter che, guarda caso, aveva un finale tutt' altro che definito".

 

 

Allora l'esperienza fu fortunata e "nel 1996, con Massimo D'Alema alla segreteria, si avviò il percorso de "La cosa 2", che la Treccani oggi spiega con queste parole: 'Raggruppamento politico non ben definito nell'area della sinistra'. Morale della favola? Il partito di allora, Pds (Partito democratico della sinistra), finì per perdere la P iniziale e rimase con due sole lettere, Ds (Democratici di sinistra)". Ora la P di partito è tornata in auge con la fondazione del Pd, Partito democratico. Durerà?

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