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Giuseppe Valditara, il trionfo: anche Repubblica lo ammette

Francesco Storace
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Sono sportellate in faccia ai suoi detrattori. Il ministro Giuseppe Valditara si prende la rivincita rispetto agli attacchi di una sinistra davvero somara sulle tesi con cui dal dicastero dell'Istruzione sta emergendo una nuova centralità della scuola. Il bullismo lo scatenano alcuni organi di stampa contro il ministro, ma poi i sondaggi commissionati da loro stessi li mette con le spalle al muro. Il governo Meloni ha affidato il valore del Merito al ministro Valditara; a scuola non può esserci spazio per la violenza.


Chi compie gesti di sopraffazione deve capire di aver sbagliato, di qui la proposta dei lavori socialmente utili contro la prepotenza (e quella polemica triste sull'umiliazione non tiene conto di che cosa vuol dire invece "umiliarsi" per aver sbagliato gravemente); e ugualmente, è necessario agire in fretta perché i danni ai bullizzati in classe sono sempre più gravi, le conseguenze durano per la vita. È talmente vero quel che sostiene Valditara che assumono un certo clamore due sondaggi, uno di Repubblica, curato da Ilvo Diamanti, che vede l'80 per cento degli italiani favorevoli al merito a scuola.
Alla domanda più impegnativa ("applicare il principio del merito nella scuola significa soprattutto consentire a chi si impegna e ottiene buoni risultati di avere maggiori opportunità nella vita, indipendentemente dalla famiglia di provenienza") risponde favorevolmente l'81 per cento degli intervistati.

 

 


 

LA FORZA DEI NUMERI Il tema opposto, più caro a certa sinistra, (il merito favorisce «chi ha maggiori mezzi perché proviene da famiglie più ricche, riproponendo le disuguaglianze sociali») soddisfa appena il 18% del campione. E sono risposte che arrivano trasversalmente da tutti gli elettori di ogni schieramento politico e di ogni fascia di età. Ancora più evidente il consenso al ministro da un sito che sulla scuola offre da sempre esperienza e competenza, come orizzontescuola.it, anch' esso attraverso un sondaggio realizzato in questi giorni, più dettagliatamente sulla proposta Valditara in tema di efficacia delle sanzioni per contrastare il bullismo a scuola. In poche ore quasi 1000 utenti hanno il sondaggio Il ministro leghista Giuseppe Valditara lanciato da Orizzonte Scuola. Esito quasi plebiscitario: quasi il 90% degli utenti si è detto favorevole alla proposta del titolare del dicastero di Viale Trastevere. Di fronte alla forza dei numeri l'auspicio del ministero dell'Istruzione è che ci si concentri, più che sulle polemiche di parte, sul modo più utile a raggiungere gli obiettivi. I dossier sul tavolo di Valditara sono indicativi anche degli strumenti che si vogliono adottare. Il primo, già firmato, è stato quello sul contratto degli insegnanti: un milione e 200mila docenti vedono finalmente un aumento della loro retribuzione.

 

 

 

COSA DICE CREPET - Poi, come tornare a rendere autorevole la figura di chi insegna, attraverso quella cultura del rispetto che manca da troppo tempo nelle nostre scuole e sulla quale devono tornare a concentrarsi anche gli sforzi delle famiglie. I lavori socialmente utili servono a far capire a chi sbaglia che non lo si può fare più: torna la sanzione. E non è sbagliato. Particolarmente significativa e autorevole è stata anche la presa di posizione di Paolo Crepet, psichiatra ed educatore noto al grande pubblico: «ll professor Valditara ha sicuramente un merito, far parlare della scuola italiana dopo decenni di oblio e di sottovalutazione. Nessun talk-show ha mai proposto un dibattito sull'educazione, le prime pagine se ne sono accorte occupandosi di fatti di cronaca. Non voglio pensare che si tratti solo di strategia mediatica odi cura della visibilità». Crepet fa riferimento avarie prese di posizione del ministro, dal divieto dell'uso di dispositivi digitali in orario scolastico ai 'lavori socialmente utili' contro il bullismo. Tutto questo «costringe l'opinione pubblica a riflettere sul tema centrale di una comunità: la formazione e l'educazione delle nuove generazioni. Sarebbe un danno se questo dibattito si esaurisse con qualche superficiale presa di posizione».

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