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Rai, perché i vertici devono rispecchiare il voto delle elezioni

di Giancarlo Mazzucavenerdì 10 febbraio 2023
Rai, perché i vertici devono rispecchiare il voto delle elezioni

2' di lettura

 Lo confesso: pur avendo fatto parte del cda della Rai, non avevo mai digerito la lottizzazione politica dei vertici del gruppo pubblico. Anche se verrebbe da dire “da che pulpito”, quella mia battaglia era comprensibile: anche senza essere utopistici, tutti avvertono la necessità di un’informazione libera ed indipendente come fortunatamente c’è ancora in Italia. E, in tal senso, soprattutto la voce di Stato della comunicazione dovrebbe essere “super partes” anche se è un miraggio pensare ad una Rai come la Bbc inglese. Ma, con il passare degli anni, mi sono reso conto che la mia crociata era inutile. Non c’è nulla da fare: se cambiano le maggioranze politiche, ci sono sempre altri vertici nell’ente radiotelevisivo pubblico. Provate a farci caso, è sempre successo così, dai tempi della Prima Repubblica: non appena è mutato il vento sul fronte governativo, c’è aria nuova anche sul fronte Rai. Morale della favola, tutti coloro (sottoscritto compreso) che si sono opposti ad un “trend” ormai consolidato, hanno finito per combattere contro i mulini a vento.

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L’OBIETTIVO
Oggi, però, dopo aver visto quanto ogni sera sta andando in onda al Festival di Sanremo, con lazzi e frizzi che sembrano avere un solo obiettivo (mettere in difficoltà la “leadership” di centrodestra), ho capito che bisogna essere molto più pragmatici. E allora, visto che non possiamo essere don Chisciotte a tutti costi, oggi dico: che almeno la lottizzazione in Rai sia aderente alla situazione politica del Paese. Mi spiego: l’attuale cda è stato varato quando i giallorossi avevano ancora la maggioranza e resterà in carica fino a metà 2024. Succede, così, che all’Ariston se ne siano viste di tutti i colori, anzi di un solo colore che tende al rosso perché tutto, tra parentesi inaugurale sulla Costituzione, battute e foto, ha finora avuto tali sfumature: una punzecchiatura dietro l’altra che ha lasciato sconcertati molti telespettatori.

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Ecco perché, a questo punto, sarebbe opportuno riequilibrare subito i vertici Rai in modo da tener conto dei nuovi assetti politici: basti pensare che nell’attuale cda non siede alcun membro indicato da Fdi. Ma, a proposito di cambiamenti, c’è sul tappeto anche il problema del canone annuale Rai che è inserito nella bolletta elettrica: considerando l’emergenza energetica, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sta ora studiando soluzioni diverse scorporando il canone. Attenzione, però, a non fare riemergere il vecchio problema che aveva favorito l’ultima soluzione: l’altissima evasione che si stava registrando sulla tassa di quella tv pubblica oggi ben rappresentata dalla statua del cavallo agonizzante davanti alla sede di viale Mazzini, a Roma. Con il passivo che l’ente si ritrova sulle spalle, l’evasione del canone sarebbe il colpo di grazia finale anche per il cavallo già mezzo morto.