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Pd, Bonaccini prepara il "golpe" contro la Schlein: quando e come può cadere

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Dietro le quinte del Nazareno ci si organizza per il "golpe". Alla vigilia della Segreteria di domani e della Direzione di lunedì, Elly Schlein assicura un impianto pluralistico nel nuovo Partito Democratico promettendo posti e incarichi anche a chi non l'ha votata al Congresso. Una scelta fatta nel nome del pluralismo. E per valorizzare "tutti i contributi", ha detto la segretaria a 48 ore dal caso Piero De Luca e i malumori provocati nella minoranza. Nessuno "scalpo politico", lo ha definito Lorenzo Guerini. Piuttosto sarebbe un dare spazio alle diverse sensibilità: "Abbiamo due presidenti espressione della maggioranza, era giusto avere due vicari che non hanno votato me al congresso. Questo ha portato altre modifiche basate sul pluralismo, chi ha avuto risultati all’estero, chi con altre liste che si sono presentate con noi, in modo che tutti possano portare un contributo e essere valorizzati nel contributo che portano", ha detto la segretaria. Ma non sembra bastare all'area del presidente dem Stefano Bonaccini che durante una riunione dei parlamentari ha concordato di "strutturarsi". Per fare cosa non è dato sapere, ma non si fa fatica a pensare che l'obiettivo è mettere in minoranza la neo segretaria mentre si stanno completando le caselle delle candidature alle Europee

 

 

 

"Nessuna ostilità, né fuoco amico, né fronda contro Schlein", piuttosto "una posizione costruttiva", assicura all'Adnkronos un senatore che era tra i presenti, che pure riferisce di interventi molto critici verso la segretaria. Rispetto all’iniziale perplessità di Bonaccini a strutturare l’area della mozione congressuale - esigenza sostenuta da parte di Base Riformista - ora, si racconta, una proposta in questo senso sarebbe stata avanzata dallo stesso presidente dem che ha dato appuntamento ad un’assemblea in estate. Intanto la promozione di Paolo Ciani di Demos, espressione cattolica e pacificista, con le sue parole sull’Ucraina e una possibile revisione della posizione Pd ha fatto scoppiare un putiferio chiuso solo dalle parole di Elly Schlein: "Ho garantito il pluralismo. La linea del Pd è chiara ed è quella", lasciando intendere "quella" che è stata fin qui.

 

 

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