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Adriano Galliani in campo per Forza Italia, "c'è il sì della famiglia"

Pietro De Leo
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Forza Italia cala il nome per il collegio uninominale di Monza per il Senato, che dovrà essere ri-assegnato dopo la scomparsa di Silvio Berlusconi. «Proporrò alla Segreteria Nazionale di Forza Italia e agli alleati il nome di Adriano Galliani», ha scritto su twitter Antonio Tajani, segretario degli azzurri. «Sul suo nome –ha proseguito - ho trovato il convinto consenso della famiglia Berlusconi che ho incontrato oggi (ieri n.d.r) a Milano».

La soluzione, a livello interno, ottiene il plauso della capogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama Licia Ronzulli. «Bene la proposta di candidatura di Galliani alle suppletive di Monza da parte del Segretario Tajani», scrive. «La sua figura, l’ottimo lavoro svolto nella scorsa legislatura e la sua esperienza saranno il valore aggiunto per la vittoria al seggio e per le sfide che ci attendono al Senato». Il deputato e coordinatore del partito in Lombardia, Alessandro Sorte, accoglie «con grande entusiasmo la scelta di candidare Galliani». E aggiunge: «È il seggio del nostro unico presidente e fondatore. Saremo tutti mobilitati, dai nostri consiglieri regionali e amministratori, fino ai militanti e ai simpatizzanti per vincere le elezioni».

 

 


La dinamica dell’individuazione della figura di Galliani, evidentemente in un summit tra Tajani e la famiglia Berlusconi, suggerisce che gli eredi del fondatore di Forza Italia intendono, ancora, stare vicini al movimento. Tra l’altro, per la contesa elettorale che si svolgerà il 22 e 23 ottobre prossimi, sin dall’inizio era trapelata l’opzione che a giocarla con la bandiera del centrodestra fosse proprio una persona vicina, se non addirittura appartenente, alla famiglia Berlusconi.  Escluso Paolo, fratello minore del Cav, nome su cui si erano esibiti i retroscena nei giorni immediatamente successivi alla morte dell’ex Presidente del Consiglio, la figura di Galliani era quella su cui pareva che la direttrice Milano (la famiglia)-Roma (il partito) si potesse orientare. Il diretto interessato, in una dichiarazione riportata dal Corriere della Sera, aveva affermato: «Per l’amore che nutro nei confronti di Silvio Berlusconi, farò tutto quello che mi verrà richiesto in qualunque settore. Al momento nessuno mi ha parlato di candidarmi nel collegio elettorale di Monza, né del futuro della società di calcio del Monza». Si era ancora nei giorni del pieno lutto. Ora, man mano, i dubbi si vanno diradando.

 


All’inizio di luglio, a margine della presentazione dei palinsesti Mediaset, il secondogenito del fondatore di Forza Italia, Pier Silvio Berlusconi, aveva speso alcune parole sulla squadra del Monza, ultima avventura calcistica del papà, portata fino alla Serie A: «Noi figli - aveva detto - troveremo il modo di portare avanti il sogno di papà al meglio». Nella stessa occasione aveva anche speso parole per l’uomo che aveva affiancato il Cavaliere, in quella sfida densa di passione sportiva, così come gli era stato accanto nella grande epopea del Milan: «al centro della partita –aveva spiegato Pier Silvio- c’è Adriano Galliani e meno male che c’è. E’ il più bravo a gestire una squadra di calcio, lo dico con affetto e stima ma anche con razionalità». Intanto, Milan e Monza si affronteranno, il prossimo 8 agosto, nel primo trofeo Silvio Berlusconi. E più che amarcord, c’è da credere, sarà consolidamento di una memoria che appartiene pienamente all’immaginario collettivo.

 

 


Galliani di questo racconto ha scritto molte pagine. Il suo volto non è, infatti, soltanto nei trionfi del Milan berlusconiano, ma è anche nel radicamento della televisione commerciale in tutto il territorio nazionale. L’attuale amministratore delegato del Monza, infatti, ormai oltre quarant’anni fa coordinò la messa a dimora dei ripetitori che avrebbero portato in tutte le case il segnale delle reti Fininvest. Da ultimo, poi, l’esperienza istituzionale con Forza Italia, una legislatura al Senato, dal 2018 al 2022. Nella figura di Galliani, dunque, si riassumono le tre fasi del percorso berlusconiano, quella imprenditoriale, quella sportiva e infine quella politica. Per questo, un suo re-impegno, proprio nel momento in cui Forza Italia gioca la battaglia perla sopravvivenza, è simbologia che diventa sostanza.

 

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