Dalle periferie delle città più grandi i compagni ci chiedono più decisione sulla sicurezza»: al Nazareno suona l’allarme su un tema ostico. O meglio su una questione in cui la forte divisione con la maggioranza di governo favorisce quest’ultima e indebolisce l’opposizione. Però non si può nemmeno cambiare radicalmente linea e approdare ad una posizione che di solito bollano come securitaria.
Quindi, oggi sarà Marta Bonafoni, coordinatrice della segreteria del Partito democratico, a doversela vedere con diversi membri della segreteria, i responsabili enti locali, giustizia, scuola, cultura, welfare, casa e immigrazione. Soprattutto, sono invitati « Stefano Lo Russo - coordinatore dei sindaci Pd- e i sindaci delle città metropolitane e delle città capoluogo di provincia. Comunque nessun timore di scontro fisico, la riunione sarà online.
Il Pd ha più di una gatta da pelare.
Tra i big si distinguono Veltroni e Gentiloni, che sollecitano una svolta nelle politiche per la sicurezza «da non lasciare alla destra». E anche più di un sindaco ha applaudito le zone rosse volute dal ministro dell’Interno Piantedosi.
Di qui, il leniniano “che fare”. La Schlein sa che le tocca convivere con il veltroniano “ma anche”, perché sul tema al Nazareno l’ambiguità la fa da padrona. Basti pensare alle spinte da centro sociale di certi sindaci e dall’altra parte l’emersione di una voglia di dire basta all’estremismo impresso da diverse sbandate del vertice dem.
Ad esempio, lunedì a Torino in consiglio comunale di svolgerà una seduta al lanciafiamme sui rapporti tra il sindaco Lo Russo e il centro sociale Askatasuna. L’opposizione – come racconta il consigliere comunale di Fdi Ferrante De Benedictis – non perdona il patto tra il primo cittadino e quello che è definito uno dei “covi” più pericolosi della galassia rossa. Al centro della discussione ci sarà una mozione voluta proprio dallo stesso De Benedictis.
E il sindaco Lo Russo dovrà tenere a mente anche quanto si dirà oggi a Roma. La Bonafoni, nella riunione con gli esponenti dem, tenterà di mediare tra le varie anime, ma «provando a distinguerci definitivamente dall’approccio strumentale delle destre». Perché, sono convinti i parlamentari più vicini alla segretaria, «non ci si oppone alla destra proponendo cose simili alle loro, ma un po’ più garbatamente». Magari il tutto finirà nel solito convegno...
Anche perché i rapporti con i centri sociali sono assai stretti proprio nei territori governati dalla sinistra a guida Pd. Dopo Torino, c’è anche l’esempio di Roma, dove Gualtieri rischia di entrare in una spirale incredibile. Dal Campidoglio – e la denuncia reiterata è del consigliere leghista Fabrizio Santori – forte è il richiamo ad evitare di regalare – come nel capoluogo piemontese – immobili occupati abusivamente agli estremisti che pretendono di diventarne proprietari.
Clamoroso è il caso dello Spin Time. Anziché sgomberarlo si punta ad acquistarlo per donarlo ai campioni dell’occupazione. Da quelle parti, nei giorni scorsi, ha rischiato grosso anche il giornalista Luca Telese, presente ad un incontro abbastanza teso e stava per prenderle di brutto.
Ovviamente, guai a dire al Pd di prendere le distanze da certi soggetti. Qualcuno lo fa e rischia di essere messo ai margini. E in un partito così, l’opera di mediazione affidata alla Bonafoni rischia di fallire. E madame Schlein tornerà a tuonare contro “le destre”, senza neppure una ramanzina agli aggressori abituali di poliziotti e carabinieri ad ogni manifestazione.




